CAMPO ESTIVO 7-11 LUGLIO

DSCN4027DSCN4038DSCN4057DSCN4058LUNEDI’

Abbiamo fatto l’assemblea generale per presentarci, stabilire le regole di convivenza, proporre che cosa fare nella settimana e decidere i turni di cucina. Poi quelli del turno di cucina hanno cucinato, un altro gruppo ha fatto il pane, il gruppo di falegnameria ha iniziato a lavorare e gli altri hanno accudito asine e cavalla e lavorato nell’orto. Dopo pranzo il turno di cucina ha riordinato, il gruppo di falegnameria ha continuato a lavorare e gli altri hanno giocato (abbiamo trovato delle rane e dei rospetti sotto le lastre di pietra e deciso di allestire un terrario). Poi abbiamo fatto il giro della fattoria e una passeggiata al pratone con le asine e la cavalla, poi le abbiamo messe in stalla perché stava per piovere. Abbiamo fatto merenda e poi chi è rimasto ha giocato a Rosso e nero, un gioco sulla collaborazione-competizione, e ha perso un sacco di caramelle!

MARTEDI’

Appena arrivati abbiamo lavorato nell’orto didattico legando i pomodori e pulito la stalla e il box, poi abbiamo fatto l’assemblea e siamo andati a fare la passeggiata fino alla radura sul fiume. Il Lambro era pienissimo, quasi straripava. Abbiamo giocato a tirare la palla a Oscar nell’acqua e a cercare animaletti da mettere nel terrario e legnetti per costruire giocattoli, poi siamo tornati in Cascina e il turno cucina ha preparato il pranzo, un altro gruppo ha fatto falegnameria, un terzo gruppo ha cercato animaletti (lumache, lucertoline ecc.) e allestito il terrario e un quarto gruppo ha preparato il detersivo. Poi alcuni hanno giocato al gioco dell’impronta ecologica. Dopo pranzo abbiamo giocato e poi abbiamo raccolto susine e fichi per la marmellata; poi alcuni hanno preparato la frutta e altri hanno fatto il laboratorio di costruzione di giocattoli con materiali naturali e di riciclo: bamboline fatte con le pannocchie, pistole a elastici, una palla di sughero carta e scotch e birilli fatti con le bottiglie di plastica. Alla fine abbiamo fatto merenda con torta e tè.

MERCOLEDI’

Al mattino abbiamo lavorato nell’orto e nella stalla e abbiamo riportato gli asini al pascolo. Dopo l’assemblea abbiamo fatto la passeggiata fino alla risorgiva e all’andata e al ritorno chi aveva accudito la cavalla ha potuto montarla. In Cascina, dopo la merenda, il turno di cucina ha preparato il pranzo, un altro gruppo ha fatto il pane e un altro ancora ha lavorato in falegnameria. Dopo pranzo abbiamo giocato liberamente e poi alcuni hanno fatto il dentifricio, altri modellato la cera, altri ancora fatto lo sciroppo di rose e l’unguento di cera e olio. Poi abbiamo sistemato gli zainetti, parlato di impronta ecologica e fatto una sfida di attraversamento del “campo minato” con il paio di piedi più grandi, quelli degli americani. Simone ce l’ha fatta e ha vinto una Ubuntu Cola. Poi abbiamo fatto merenda con sciroppo di rose, succo di susine, pane burro e marmellata fatti da noi.

GIOVEDI’

Come al solito ci siamo occupati degli animali e dell’orto e alcuni hanno lavorato sui quadernetti che abbiamo preparato per segnare quello che facciamo qui in Cascina. Dopo l’assemblea siamo tornati alla risorgiva con Canapicchia e tutti gli asini e chi li ha curati ha cavalcato sia all’andata che al ritorno. In Cascina ci siamo divisi in gruppo falegnameria, gruppo cucina e gruppo pane e torte e abbiamo lavorato fino all’una. Dopo pranzo abbiamo giocato fino alle tre, poi un gruppo ha deciso le regole del baratto, un altro ha fatto il formaggio e poi i piccoli hanno giocato alla staffetta dei rifiuti e i grandi hanno fatto un gioco sul commercio equo, parlato di consumo critico e guardato due spezzoni di documentari, uno sul lavoro minorile schiavo nelle piantagioni di cacao della Costa d’Avorio e l’altro sugli allevamenti intensivi di maiali e polli. Poi abbiamo finito di fare il formaggio, fatto merenda e giocato nell’aia e in frutteto.

VENERDI’

Al mattino abbiamo pulito il box di Canapicchia, lavorato nell’orto didattico e fatto la pasta per la pizza, poi abbiamo fatto l’assemblea e dopo ci siamo divisi in tre squadre e abbiamo fatto la caccia al tesoro, che è stata molto divertente. Ha vinto la squadra A, che ha collaborato molto bene e ha finito in meno di un’ora. Ha deciso di non condividere il premio, quindi c’è stata la premiazione e la spartizione dei confetti di cioccolato. Poi abbiamo fatto il baratto e all’una siamo andati al pratone con gli asini e la Canapicchia e abbiamo mangiato la pizza, il pollo arrosto, pane e frittata e pane e formaggio. Poi abbiamo giocato. A un certo punto gli asini sono scappati, ma per fortuna siamo riusciti a fare una linea di sbarramento e a fermarli.

Tornati in Cascina abbiamo fatto l’assemblea finale nel frutteto insieme a Canapicchia, che non voleva più stare sola nel box e ha ascoltato tutti gli interventi. Poi abbiamo preparato gli zainetti e fatto merenda e dopo abbiamo giocato a bowling con i birilli e la palla che avevamo costruito, chi aveva fatto il formaggio se l’è preso da portare a casa e poi saluti a tutti.

RICETTE
PANE CON PASTA MADRE
Impastare 500 g di farina con la pasta madre (un cucchiaio ogni 100 g oppure le dosi indicate sulla confezione se si usa la pasta madre secca), un cucchiaio di zucchero, uno di sale, tre o quattro cucchiai di olio e acqua quanto basta (va aggiunta lentamente mescolando con un cucchiaio). Impastare con le mani fino a ottenere un impasto liscio, morbido e non appiccicoso. Lasciar lievitare in luogo riparato da correnti d’aria (forno chiuso, credenza), coperto con un panno umido, almeno tre ore (ma non più di sei), due se fa molto caldo. La pasta deve raddoppiare circa di volume e presentare delle bolle. Se si vuol migliorare la lievitazione si può fare la “sgonfiatura”: si reimpasta e si lascia lievitare di nuovo un’oretta. Alla fine si dà forma al pane e si fa cuocere (20 minuti per panini piccoli, fino a tre quarti d’ora per pagnotte più grosse, ma non esagerate con le pezzature perché rischia di restare crudo dentro, in forno preriscaldato, a circa 180 gradi. Quando il pane presenta una bella cristicina dorata è pronto.

UNGUENTO DI CERA E OLIO
Si fa sciogliere la cera a bagnomaria in un pentolino, se occorre liberarla da impurità quando è tutta liquida si filtra con un colino, si rimette a bagnomaria quando è ancora liquida con l’olio d’oliva (la proporzione è circa 20% cera e 80% olio d’oliva), mescolando con una frusta finché cera e olio sono perfettamente amalgamati in un unico liquido oleoso. Si versa nel vasetto (volendo si può profumare con poche gocce di un olio essenziale a piacere) e si tappa. Riprenderà un aspetto cremoso, più o meno denso a seconda della temperatura esterna. E’ un ottimo cicatrizzante, cura a meraviglia screpolature, geloni, piaghe, ustioni.

DENTIFRICIO
La base è il caolino, un’argilla bianca molto fine che si trova in erboristeria. A 100 g circa di caolino si aggiunge mezzo cucchiaino di bicarbonato, una punta di cucchiaino di sale fino, acqua sufficiente a dare all’impasto una consistenza cremosa e un olio essenziale a piacere (bastano poche gocce). Si mete in un vasetto e si tappa.

DETERSIVO PER I PIATTI
Si tagliano a pezzi tre limoni (senza buttare nulla), si aggiunge un bicchiere d’aceto, mezzo bicchiere circa di sale grosso, un bicchiere d’acqua. Si frulla il tutto. Si mette il composto su fuoco basso in un pentolino e si mescola finché assume una consistenza cremosa (occorrono circa 10 minuti). Si mette in vasetti di vetro. Serve sia per il lavaggio a mano che in lavastoviglie.

BURRO
Occorre comprare panna fresca del tipo da montare e metterne un po’ in un vasetto di vetro (che va riempito al massimo per metà). Sia la panna che il vasetto devono essere ben freddi. Si sbatte su e giù con movimento regolare per circa 15-20 minuti. Quando la panna è addensata (i più bravi riusciranno a ottenere una vera e propria pallina di burro separata dal siero) si mette in frigo per qualche ora.

MARMELLATA, SCIROPPO, SUCCO DI FRUTTA
Ovviamente la ricetta varia a seconda del tipo di frutta, comunque ecco le indicazioni generali: la frutta raccolta va lavata, se occorre snocciolata e tagliata a pezzetti (in generale si può non sbucciare se si tratta di albicocche prugne susine pesche, mentre va pelata nel caso di mele, fichi ecc), lasciata in una pentola con una quantità di zucchero (meglio se di canna, noi usiamo quello del commercio equo e solidale) variabile tra il 30 e il 50% del peso della frutta e lasciata riposare alcune ore. Se si produce molto succo se ne può prendere una parte, allungare con un po’ d’acqua e consumare fresco come succo, oppure far restringere su fuoco basso e usare come sciroppo. La pentola con la frutta va messa su fuoco basso e lasciata cuocere mescolando ogni tanto. La marmellata è pronta quando è ben densa e una goccia di succo, messa su un piano di marmo freddo, non si spande ma si rapprende. Attenzione a non lasciarla cuocere troppo perché si caramella.

FORMAGGIO
Occorrono almeno quattro litri di latte crudo (si può provare anche con latte fresco pastorizzato ma viene molto meno formaggio). Si scalda a 36° sul fuoco (mescolando continuamente perché il latte deve riscaldarsi in modo uniforme), tenendo un termometro immerso per metà per verificare la temperatura. Si toglie dal fuoco, si aggiunge un cucchiaino di caglio (si trova in farmacia; in alcune erboristerire si può trovare anche il caglio vegetale, a base di cardo) e qualche goccia di limone. Si mescola energicamente e si lascia la pentola immobile e coperta per almeno un’ora (meglio una notte). La cagliata è pronta quando infilando uno stecchino di legno questo resta dritto. Si taglia la cagliata a piccoli pezzi usando un coltello o una frusta o un forchettone, prima in un senso e poi nell’altro. Più sono piccoli i pezzi, meglio verrà il formaggio. Si scola con una schiumarola e si mette nei cestinetti di plastica traforata appositi. Sipreme bene il formaggio per eliminare il più possibile il liquido e si lascia scolare mettendo i cestinetti in un piatto o un vassoio e scolando ogni tanto il siero (una parte di siero va conservata in frigo e riutilizzata squando si rifarà il formaggio perché aiuta la formazione della cagliata). Si aggiunge un pizzico di sale per facilitare la scolatura del siero. Si mette in frigo per una nottata e il giorno dopo si sforma (cioè si rovesciano i cestinetti). Viene un ottimo primosale, da consumare così com’è o con olio, pepe e erba cipollina. Se si ha a disposizione un luogo fresco e asciutto si può far stagionare (vengono delle caciottine), ma occorre prima mettere in salamoia ecc (vedi su internet).

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Informazioni su Praticare il Futuro

La cooperativa sociale Praticare il futuro nasce nel maggio 2011 per proporre a donne e bambini opportunità per sperimentare forme di economia equa, sostenibile e solidale. Vogliamo aiutare le madri a conciliare meglio l’attività lavorativa e quella familiare, offrendo servizi (doposcuola, campi estivi) da progettare e gestire in modo partecipato. Ma vogliamo anche aiutare i bambini e le bambine a crescere meglio, a contatto con la terra e con il loro territorio, imparando a prendersi cura di piante e animali, a produrre cibo, idee, giocattoli e opere d’arte, ad autogestirsi e a collaborare, a sviluppare un pensiero critico e a responsabilizzarsi verso se stessi, la comunità, il pianeta. E vogliamo aiutare le loro madri e le loro famiglie a creare un’economia di relazione, di scambi solidali di competenze e servizi.

Pubblicato il 13 luglio 2014 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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