Seminari per genitori

INCONTRO SU FINANZA CONSAPEVOLE  – 13 NOVEMBRE 2016
Stasera un gruppetto di persone interessate al tema della finanza responsabile si è incontrata in Cascina con Annibale Osti per affrontare un tema ostico: come saperne di più sulla finanza, sia quella speculativa con la sua assenza di regole e i grandi danni che sta causando all’economia reale e quindi alle persone, a partire dalle crisi cicliche che stanno diventando una immensa crisi strutturale, e le possibili alternative. Dati gli interessi delle persone presenti, la discussione ha riguardato soprattutto il secondo aspetto: che cos’è la finanza etica? E’ in qualche modo “certificata”? Quali sono le garanzie che dà la finanza etica proposta dalle banche tradizionali? Si è spaziato anche su aspetti più filosofici: il denaro come metafora delle relazioni con con il mondo, in particolare la fiducia, e come “misuratore di valore” (ruolo del PIL)… Serata molto interessante che, data la vastità della materia, potrebbe anche avere un seguito.


LABORATORIO  SULL’EDUCAZIONE AL CONSUMO CRITICO 15 MAGGIO 2016
Come insegnare ai bambini un atteggiamento critico e consapevole sul piano dei consumi? E’ il tema affrontato oggi in Cascina con un gruppetto di mamme. Abbiamo iniziato con il gioco “arraffa”, semplice ma molto efficace per far capire a grandi e piccoli i limiti delle risorse rinnovabili e la loro ingiusta distribuzione. Consumo critico vuol dire quindi innanzitutto maggiore sobrietà e meno sprechi, in campo alimentare ma non solo, perché il nostro consumismo scatenato (che riguardano, lo ricordiamo, una minoranza dell’umanità) ha provocato una crisi ecologica e climatica gravissima e un aggravamento della povertà e delle disuguaglianze. Essere un consumatore consapevole vuol dire innanzitutto sapersi porre delle domande. E’ importante, per esempio, educarsi ed educare a interrogarsi sui propri bisogni e desideri: quanto sono reali e quanto indotti dalla pubblicità e dalle pressioni sociali? Il gioco delle “carte verdi” ha introdotto il tema della storia che si nasconde dietro i cibi, i giochi, i vestiti che acquistiamo e delle possibili alternative: perché ogni scelta di consumo comporta conseguenze, positive o negative, per l’ambiente, le persone e gli altri esseri viventi. Non è facile trovare le informazioni per fare scelte realmente consapevoli, ma è possibile: ci sono libri, periodici, siti e anche molti documentari che i genitori possono utilizzare e in parte proporre anche ai bambini: per esempio alcuni spezzoni della serie “La terra vista dal cielo”, di cui durante il seminario abbiamo visto una decina di minuti dedicati alla relazione tra prodotti di consumo e natura.


 

LABORATORIO SUI CONFLITTI – 9 APRILE 2016

Questo pomeriggio ci siamo trovati in Cascina con alcuni genitori e i loro figli per discutere di un tema abbastanza insolito: come si fa a imparare a litigare bene? I bambini hanno raccontato cosa fanno gli adulti quando loro litigano con i coetanei (stabilire chi ha torto e chi ha ragione, punire, sgridare…), quali emozioni provocano questi comportamenti (sensi di colpa, rabbia per non essere creduti o per l’ingiustizia subita) e qual è il messaggio che arriva loro dagli adulti su questo argomento (litigare è una cosa negativa, non si fa, bisogna andare d’accordo…). Poi i figli sono andati a fare un laboratorio di falegnameria con l’educatrice Loredana e i genitori sono rimasti a discutere con Sandra.

Non è facile superare il pregiudizio che in genere ci viene instillato da piccoli – litigare è sbagliato – e arrivare a capire che solo imparando a gestire il conflitto – e quindi a imparare a confrontarsi con l’altro e capire il suo punto di vista e i suoi sentimenti – si può vincere la violenza, che mira a distruggere l’altro, quindi è l’esatto contrario del conflitto. Molti genitori, insegnanti ed educatori tendono a intervenire quando i bambini litigano, sia perché convinti che bisogna andare sempre d’accordo (cosa impossibile, come ben sappiamo), sia perché temono che si facciano del male (cosa che in realtà succede molto di rado). Quindi reprimono, giudicano, puniscono e in questo modo, senza rendersene conto, impediscono ai bambini di sviluppare le loro naturali competenze nella gestione dei conflitti, che sono una palestra indispensabile per conoscere se stessi e gli altri. Così molti bambini finiscono per ricorrere agli adulti in occasione di ogni minima controversia.

Ma cambiare è possibile, partendo dalla riflessione sul proprio vissuto infantile su questo tema e insegnando ai bambini a conoscere le proprie emozioni e sfogarle senza far del male, a parlare e ascoltarsi e a trovare le proprie soluzioni, senza interferire e senza fare da arbitri o da giudici, ma limitandosi – se occorre – a facilitare la comunicazione. Un gioco a squadre che ha coinvolto i genitori e i figli più grandicelli, “Il rosso e il nero”, ha aiutato a completare la riflessione su competizione e cooperazione, sul fatto che è possibile “vincere entrambi” e che vivere in comunità significa mantenere alto il livello di fiducia circolante e la capacità di decentramento, consapevoli che dipendiamo gli uni dagli altri.

E’ stato davvero un bel pomeriggio, concluso con una visita al tramonto al pascolo dei nostri equini, che sulle relazioni e sui legami hanno tanto da insegnarci, e lo fanno: basta saperli osservare…

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UNA SCUOLA DI METODO O UN APPROCCIO PRATICO DELLE TEORIE ? 20 febbraio 2016

Oggi si è svolto in Cascina un laboratorio un po’ insolito. Alcuni genitori avevano espresso il desiderio di approfondire il tema dell’approccio educativo della cooperativa, e quindi abbiamo
proposto questo seminario, che ha coinvolto una dozzina di mamme e papà con i loro bambini, che hanno preparato i biscotti per la merenda collettiva e poi sono andati con Agnese, un’educatrice della cooperativa, a trovare gli animali e a giocare nel frutteto. Sandra ha spiegato il perché della scelta di educare bambine/i, adolescenti e adulti alla responsabilità sociale e ambientale. Per
superare una crisi epocale, economica, ma soprattutto ecologica e sociale, l’unica strada è cambiare radicalmente paradigmi culturali, passando da una visione tipicamente occidentale che mette al centro la crescita infinita, il profitto, la competizione e la dominazione dell’essere umano sulla natura a un modo di stare nel mondo che privilegia la responsabilità e la cura degli altri e dell’ambiente, la consapevolezza che come esseri umani siamo parte di una rete che ha infiniti legami con gli altri esseri viventi e con il pianeta, quindi se distruggiamo tutto questo distruggiamo noi stessi. Vivere in Cascina significa vivere immersi in un cambiamento in atto che viene elaborato in tanti modi: dal produrre da sé le cose che ci sono indispensabili (cibo, oggetti…) all’elaborare una relazione rispettosa con l’altro da sé (esseri umani, ma anche animali e piante), dall’imparare ad autoregolarsi e a progettare insieme, e quindi a vivere in comunità facendo scelte collettive e a gestire autonomamente i conflitti, all’esplorare il mondo vicino e lontano, imparare a pensare in modo complesso e a inventare modi di vivere più sobri, equi e sostenibili. Come esempi del nostro modo di lavorare con i ragazzi sono stati mostrati due video: un documentario sulla scuola in fattoria realizzato dagli alunni stessi lo scorso anno scolastico e un altro documentario sull’inquinamento da plastica del Lambro realizzato dai ragazzi del doposcuola qualche anno fa.

Dopo la merenda, Loredana ha introdotto la seconda parte dell’incontro, dal titolo /*Nulla di più pratico di una teoria! Spesso infatti ci viene chiesto quale è il metodo da noi usato; per questo ci teniamo a precisare che noi non abbiamo “un” metodo ma che scegliamo di volta in volta l’approccio più efficace a instaurare una buona relazione tra il bambino e l’educatore, poiché riteniamo che è la relazione il focus di un buon rapporto tra i due soggetti. Il principio su cui ci basiamo è il funzionamento della persona, come dimostrano ormai varie ricerche, che esplora
quotidianamento la routine del mondo circostante, ipotizza e manipola con varie tecniche /a lui //(o lei) //congeniali/, per poi dedurne sue teorie, dette ingenue. Quindi è la teoria  che traduce una conoscenza tacita in un sapere gestito e via via sempre più consapevole. /Ma come far convergere queste teorie ingenue verso teorie scientifiche?/ Con l’ottica della ricerca, ossia l’/ottica laboratoriale/, da noi praticata perchè sollecita ogni bambino-ragazzo a generare idee, a saperle cogliere, a tradurle in azioni concrete per poterle realizzare, esercitando la capacità di costante revisone e di autodeterminazione. Un metodo scientifico che ha due risvolti: uno a breve termine, la realizzazione di quanto pensato; l’altro a lungo termine, l’interiorizzazione di un metodo utile ad affrontare/interrogare la quotidianità e la conoscenza in generale. Sono stati poi portati degli esempi di come nella scuola in cascina vengono utilizzati i saperi disciplinari tipici della scuola nelle prassi di vita routinaria, come il cucinare, il curare piante, animali…

Bambini e genitori – alcuni dei quali hanno poi partecipato al trasferimento degli equini dal pascolo alla stalla – se ne sono andati molto soddisfatti, incuriositi e desiderosi di approfondire i temi proposti. Quindi proporremo a breve dei laboratori più specifici.

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