Diario estate 2017

19 – 23 giugno Seconda settimana – Campi Estivi Praticare il futuro (Cascina Santa Brera)

Inizia la nuova settimana di Campo Estivo in Cascina Santa Brera. Veniamo accolti in Cascina da Giuliana, Sabrina e Giulia. Qualcuno è già stato qui la settimana scorsa, ma molti sono i bimbi che per la prima volta conoscono questo posto.

IL GIOCO DELLE REGOLE Per sciogliere il ghiaccio ci presentiamo, dicendo il nostro nome, che cosa ci piace di più, e se fossimo un animale, quale saremmo. In cerchio iniziamo a scambiarci sguardi e sorrisi. Giochiamo poi al ‘gioco delle regole’. Sì perché il gruppo ha la possibilità di decidere insieme le regole che ci aiuteranno a stare insieme nel corso della settimana e a convivere il meglio possibile. Le educatrici ci chiedono di pensare a quali regole possono essere condivise e muoverci nello spazio indicando con il nostro corpo se la condividiamo o meno e perché. Partendo dal rispetto della convivenza a tavola e passando dalla cura degli animali, allo spreco (acqua, carta, scarti della tavola), dall’ascoltare gli altri in silenzio, componiamo il nostro cartellone, cercando di esprimere la nostra idea. Si tratta di un gioco che è un patto, che alla fine ognuno di noi firmerà. GIRO DELLA

FATTORIA In tanti dobbiamo ancora scoprire com’è fatta la Cascina e insieme iniziamo a gironzolare alla scoperta degli spazi: l’aia, e l’orto dei piccoli, la falegnameria con tutti i suoi strumenti, il frutteto, l’orto grande ed il semenzaio a nostra disposizione, e poi animali: galline, mucche, maiali e soprattutto, Tilla, Susi, Ermes – le asine – e Canapicchia, la nostra bella cavalla. In tanto il gruppo cucina del lunedì, composto dai bimbi che già conoscono la Cascina, organizza il pranzo: dal menù, alla scelta degli ingredienti, all’organizzazione delle fasi necessarie per comporre un piatto di pasta ed un secondo per tutti, si danno da fare per accogliere il gruppo.

IN CUCINA Infatti, la cucina sarà il nostro regno culinario per tutta la settimana. Grande è stata la passione e l’impegno che tutti, a turno, esperti e meno esperti, piccini e grandi abbiamo messo per dedicarci ad un’azione così scontata quanto fondamentale. A ritmo di musica, tra pentole, tegami, taglieri e sorrisi, abbiamo inventato il menù, raccolto nell’orto dei bambini’ alcuni ingredienti, come: il pesto e l’aglio per il basilico, le zucchine e le erbette per i condimenti da tagliare e perfette per farcire, frittate e sugo. Abbiamo inventato polpette e sformati di legumi e patate, passando per l’apertura delle uova che per alcuni di noi non era affatto scontata. E poi, pesare la pasta per tutti o il riso, scrivere il menù per comunicarlo a tutti, pensare ai gusti del gruppo.

AUTOPRODUZIONE Sempre in cucina, abbiamo sperimentato come si fa la marmellata di pesche e ciliegie, avvolti dal profumo di cannella e zucchero che ha invaso il nostro naso per tutta la mattina. E lo sciroppo di rose, profumato quando è ancora caldo e dolce come una carezza rinfrescante se bevuto a merenda. Qualche petalo di rosa è volato anche nella marmellata.

ORTO Scopriamo poi che ogni mattina ci prenderemo cura dell’orto e delle asine e la cavalla. Divisi in gruppi, ci diamo molto da fare per assicurare che l’orto continui a produrre: seminiamo in vasetto barbabietole, spina, insalata dopo averne osservato i semi e aver compreso come vanno trattati. Conosciamo anche il bokashi, il nutrimento per la terra che qui in cascina si produce con letame, crusca, lievito e altri ingredienti, come a comporre una riserva che dopo aver fermentato, assomiglia molto alla terra del bosco, ricca di sostanze nutrienti che aiuteranno le nostre piantine a crescere forti. In orto diserbiamo, eliminando le erbe spontanee, farinello, luppolo. Il farinello, se non finisce nella frittata viene estirpato per coprire la terra delle prode e assicurare che rimanga umida. In orto ci sono anche le zucche da curare e creiamo anche dei piccoli e semplici sistemi di irrigazione con le bottiglie di plastica, in modo da sfruttare la condensa. Perché l’acqua è preziosa e un buon contadino deve saperla trattenere nel suo orto.

IL GRANO, nel solstizio d’estate Il grande protagonista degli ultimi due giorni di Campo è stato il grano, il biondo grano che ci ha lanciato una scommessa! Il solstizio d’estate ci ha dato la possibilità di entrare in campo e di vivere il rito della mietitura, ricordando un lavoro antico e faticoso che una volta era un rito collettivo. Tra canti, parole, braccia e mani, spighe e chicchi, il gruppo ha lavorato tantissimo per creare tante fascine. I più piccini scomparivano tra le spighe concentrati nel lavoro e curiosissimi di osservare i tanti insetti che popolano un campo di spighe. I grandi si sono divertiti a tuffarsi nel morbido. Tra Inno nazionale, Bella Ciao, la popolarissima ‘Sofia’ e canzoni di ieri e di oggi il campo si ripuliva sotto i nostri occhi. Il sole ci scaldava ed è stato un ottimo pretesto per giocare con l’acqua e la canna a spruzzarci! Dopo una merenda all’ombra e un po’ di riposo ci siamo ingegnati per sgranare: con le mani, i bastoni, i piedi. Ognuno ha messo la sua idea per separare i chicchi dalla spiga. Il giorno dopo, la bella sorpresa: 5 kg di chicchi, che – a turno – abbiamo trasformato in farina con il mulino elettrico. E poi, la soddisfazione maggiore: usare la stessa farina per l’impasto della pizza del venerdì. Questa volta la pizza è tutto, tutto, tutto merito delle nostre mani e del nostro lavoro!

ANIMALI Andare al pascolo dagli asinelli sotto il sole lungo il sentiero è già un’impresa, ma la calda accoglienza di Tilla con il suo raglio musicale ci da la forza e l’energia per rifare ogni giorno lo stesso cammino. Portiamo a Tilla, Hermes, Susi e Canapicchia, la cavalla, croccanti ramoscelli di canna di bambù e gli avanzi della frutta mangiata per merenda.Agli animali piacciono molto e ci circondano ingordi. Ci sono un sacco di insetti al pascolo, tutti addosso agli asini. Noi possiamo aiutarli a difendersi spazzolandoli e distribuendo aceto sul mantello. E poi li asserviamo perchè hanno modalità di comunicazione che sono molto diversi dai nostri e se vogliamo conoscerci bene dobbiamo impararli.

PASSEGGIATA CON PIPPI Uno dei momenti più attesi del campo. Portare in passeggiata insieme a Sandra la bella Pippi, per attraversare il bosco e imparare a salire a cavallo. In tanti vogliamo fare questa esperienza e in fila ci incamminiamo ascoltando come Sandra ci spiega come comportarci: spalle larghe, schiena dritta, gambe che avvolgono bene il cavallo e respirare! Accompagnati, ci lasciamo cullare dal movimento della saggia Pippi che i bimbi li conosce bene. Dall’alto guardiamo il bosco da tutta un’altra prospettiva. E nel bosco giochiamo, nella pausa che diamo a Pippi per riposare, a riconoscere gli alberi stanno bendati, a progettare una casetta. A giocare nella capanna allestita da altri bimbi che di qui sono passati. I laboratori della settimana, scelti dal gruppo.

TRACCE Dopo una premessa su cosa stavamo andando a cercare nel bosco,a chi poteva appartenere e dove guardare per trovarle,siamo partiti per questa piccola avventura alla ricerca delle tracce degli animali che popolano la zona intorno alla cascina. Gli sguardi accesi dei giovani partecipanti alla ricerca di segni della presenza degli abitanti del bosco trasmettevano l eccitazione di andare a scoprire quali amici pelosi e pennuti erano passati di la. Ancor prima d uscire dalla cascina abbiamo trovato i piccoli “crateri trappola”scavati dalle formiche leone nella terra polverosa e provato a vedere come cacciano,sacrificando una formichina di passaggio. La sorpresa è stata poi osservare una formica-leone che uno dei bimbi è riuscito a tirar fuori illesa dalla tana che la nascondeva… una piccola aliena mostruosa ma affascinante. Sul sentiero poi abbiamo da subito constatato il passaggio di numerosi mammiferi domestici,i cani del vicino canile che avevano lasciato i loro escrementi. Abbiamo osservato le impronte di uno di loro e paragonate a quelle della volpe,simulate affianco come paragone. Nel bosco poi è iniziato uno spontaneo, frenetico e fruttuoso rastrellamento di tutto il gruppo che ha iniziato a individuare o raccogliere decine di segni del passaggio degli animali piu disparati e diffusi nella zona. Dagli escrementi a pallina di qualche coniglio selvatico,ai gusci di noci aperte dal picchio,alle deiezioni di uccelli che abbiamo scoperto di cosa si erano nutriti analizzandole(noccioli di ciliegio tardivo e piccoli coleotteri cangianti ), e poi ancora individuando penne di fagiano,colombacci,cornacchie,gazze “ladre” e addirittura una di un gufo che abbiamo poco dopo paragonato a quella di un falco. Cercando ancora ci siamo imbattuti in una tana di coniglio con le diverse entrate che i bambini hanno capito subito esser utili come via di fuga dai predatori. Un mezzo teschio di roditore e tanto altro, fra ossa e animaletti rigurgitati da un predatore rapace. Alla fine i bimbi e le bambine hanno deciso di creare un pannello di cartone sul quale attaccare il frutto della loro caccia ai segni di vita del bosco,aiutandosi con un po’ di morbida argilla come collante e poi scrivendo affianco brevi descrizioni della traccia reperita. un bel lavoretto di catalogazione degna di un biologo! Insomma,i bambini del “gruppo tracce” hanno scoperto con rassicurante sorpresa che per sapere da quali animali è popolato un territorio non è indispensabile vederli, ma sufficiente saper riconoscere le tracce del loro passaggio. È stata una vera piccola, breve ma intensa e fruttuosa avventura!

GIOCOLERIA Il gruppo dei giocolieri si è dimostrato fin da subito entusiasta e curioso, ed i bimbi più grandi sono stati dei preziosi aiutanti per l’educatrice. Il laboratorio si è svolto nei pomeriggi di martedì e mercoledì; il gruppo ha scelto di posizionarsi su un grande telo in frutteto, all’ombra del melo. Martedì abbiamo deciso insieme quali attrezzi da giocoleria ci interessavano maggiormente, e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo a costruirli con il materiale che avevamo a disposizione (sabbia, palloncini, stoffe, fili, bastoncini, camere ad aria e nastro isolante da idraulico). Grazie ai consigli dell’educatrice e all’esperienza dei bambini più grandi, siamo riusciti a costruire palline con palloncini e sabbia (impresa all’apparenza facile, ma nella quale ognuno ha dovuto ingegnarsi in maniera differente), bolas con calze, stoffe e sabbia; flowerstick con bastoncini di bambù, nastro isolante e camere ad aria. Alla fine del pomeriggio, ognuno aveva il proprio attrezzo, e una grande voglia di allenarsi, da solo o in compagnia… infatti abbiamo continuato anche dopo la merenda, nell’aia! Nel pomeriggio di mercoledì abbiamo invece sperimentato dei giochi di conoscenza e fiducia corporea, ad esempio quello dello stoccafisso: un bambino sta al centro ad occhi chiusi e si abbandona, mentre tutti gli altri formano un cerchio serrato attorno a lui, lo accolgono e col proprio corpo e se lo passano senza farlo cadere. Tra grandi risate e complicità, ognuno di noi è stato stoccafisso, e ci siamo accorti tutti insieme di come fosse cambiato il modo di giocare tra il prima e il dopo. Tra una capriola, un po’ di equilibrio e tanti scherzi, siamo riusciti a fare pure una piramide umana! Alla fine siamo tornati ai nostri attrezzi di giocoleria, per scoprire con piacere che gli esercizi di coppia e la gestione dello spazio erano molto più semplici e armoniosi dopo che i nostri corpi avevano imparato a conoscersi! Il pomeriggio è finito in un baleno, ma non la voglia di continuare ad allenarsi, e la soddisfazione di aver costruito con le proprie mani gli oggetti con i quali divertirsi, e poterlo rifare ogni volta che si vuole.

Mettiamoci alla prova: la pasta per la PIZZA e la CACCIA al tesoro Fare la pizza in totale autonomia è l’obiettivo di questo venerdì mattina. Abbiamo avuto la fortuna di seguire e lavorare insieme all’intero processo del grano, così la farina che utilizzeremo oggi è la nostra! Guadagnata con sudore e trasformata con grande soddisfazione! Fare la pizza tutti i venerdì diventa una prova della nostra caccia al tesoro, dove gli entusiasti partecipanti sono tutti vincitori! Quindi si inizia dividendoci in 3 gruppi e allestendo i tavoli da lavoro con gli ingredienti per la preparazione! Si aggiunge, si mescola, si impasta, fino a quando l’impasto è pronto per essere lasciato a lievitare! 1,2,3..via! si corre in cascina alla scoperta degli indizi nascosti..mappe, anagrammi, indovinelli, prove sensoriali arricchiscono la nostra caccia e ci avvicinano al tanto ricercato tesoro. Tutti finalmente lo trovano, ma in silenzio, per non farsi scoprire dagli altri gruppi, ci andiamo a sedere all’ombra degli alberi del frutteto per condividere i pensieri sulla nostra mattinata. I principi dell’autoregolamentazione, della collaborazione e dell’organizzazione stanno alla base del nostro gioco, dove tutti i bambini si auto-valutano e si faranno valutare dalle varie educatrici, per decidere poi come distribuirsi il tesoro e per capire come è andato il gioco e cosa poteva essere migliorato. E anche oggi ha vinto il gruppo con la sua fantastica unione ed energia… così il tesoro è ridistribuito felicemente tra tutti i giocatori!E ora, buona pizza a tutti! MUSICA, MUSICA! Il gruppo si è rivelato presto composto da diversi musicisti che hanno accompagnato alcune delle nostre pause con la loro musica e il loro entusiasmo. Il pianoforte ha risuonato per tante volte, uscendo dalla porta del salone e diffondendosi nell’aia. Come anche il canto! Avevamo pensato a un vero spettacolo, tra ballo e bolle giganti, ma il tempo non ci è bastato. L’ultimo giorno però siamo riusciti ad avere un po’ di strumenti e in aia, pianola, flauto, e sonaglio hanno provato ad intonare insieme un’armonia per il pubblico! E qualcuno si è pure esibito nella break-dance.

STARE INSIEME E’ STATO: Come raccontare la settimana? Come mettere insieme tutti i ricordi così freschi? In cerchio dividiamo i nostri pensieri scrivendo su foglietti cosa ci è piaciuto e cosa cambieremmo delle giornate trascorse in Cascina. Sono tante le cose belle che ci accomunano, e alcune che avremmo voluto fare diversamente e che forse potremo fare nelle prossime settimane. Consigli, pareri, ci scambiamo impressioni su quello che abbiamo vissuto. Poi con il gioco del, ‘vicino e lontano, giochiamo a incrociare i nostri sguardi, a farci una carezza, a chiederci come stiamo, ad abbracciarci… tra risatine, sorrisi, sguardi seri e pieni di parole. E con il nostro corpo ci diciamo anche cosa ne pensiamo di alcune cose: un fulcro come bussola, e ci spostiamo per comunicare agli altri se abbiamo trovato amici nuovi, se avremmo voluto conoscere meglio qualcuno e non ne abbiamo avuto modo, se speriamo di rivederci qui in Cascina presto e anche in questo caso finiamo con un abbraccio collettivo. Per scaricare le tante emozioni? Una bella rotolata lungo il prato pendente del frutteto, tutti insieme una, due e tre volte. Come piccole e grandi onde, prestando attenzione agli altri e ridendo, ridendo e ridendo!

Qualcuno di noi i pensieri li ha scritti su un diario che ha voluto condividere, qualcuno che quando è arrivato in Cascina lunedì aveva molti timori e che come ultime parole ha scelto, venerdì, I LOVE Cascina Santa Brera! PS Un grande grazie a tutti i bimbi e ragazzi e ai loro genitori.

Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con bambini veramente in gamba!

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