ottava settimana – 31 luglio/4 agosto

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute, cavallo e spazio all'aperto

IL PRIMO GIORNO
Questa settimana siamo tantissimi, quindi imparare i nomi non è facile! Ognuna/o si presenta, dice una cosa che gli/le piace e se fosse un animale che animale sarebbe. Poi giochiamo con la palla di carta per cercare di imparare i nomi, ma le penitenze fioccano. Poi grandi e piccoli si dividono per decidere le regole. Da parte dei grandi ci sono molte proposte e ben argomentate. Stabiliti i turni di cucina, il primo turno inizia a lavorare e gli altri vanno a conoscere la cucina e occuparsi delle asine e della cavalla.
Dopo pranzo, una meritata oretta di gioco libero in frutteto, sperimentando altalene di tutti i tipi, ponti di corda, il bosco di bambù, la capanna, gelso albicocco e fico per le arrampicate e così via. Tutti giochi semistrutturati e costruiti dai bambini stessi, in genere con materiali di riciclo. Poi riprendiamo l’assemblea, questa volta tutti insieme e in compagnia della cavalla Pippi, che è forse la più attenta (anche se non fa grandi proposte…). Comunque, quelle arrivano numerose dai bambini grandi e piccoli, segue la votazione. Domani avremo il nostro programma per la settimana.
E’ tempo di merenda e di altri giochi in frutteto.

LE PASSEGGIATE
Con la cavalla. Questa volta scegliamo un percorso inedito, verso il Carrefour. Questo ci dà modo di conoscere i “boschi bambini” piantumati dall’azienda agricola. Le funzioni del bosco sono tante, anche se a molti sembra terreno sprecato: ombra, barriera antirumore, assorbimento dell’anidride carbonica e produzione di ossigeno, riparo e cibo per gli animali e, se occorre, riserva di legno per varie necessità, dal combustibile alle costruzioni. Gli alberelli sono ancora piccoli, ma cresceranno. A turno, i bambini li osservano dall’alto della cavalla Pippi, che nonostante il gran caldo si presta volentieri a fare da mezzo di trasporto. In cambio, al ritorno riceverà molte cure e coccole.
Alla ricerca delle tracce degli animali. Sì, è vero, il primo tratto di passeggiata verso il bosco della Rocca Brivio è privo d’ombra, e il caldo l’abbiamo sentito tutti intenso! Ma la motivazione che muoveva la nostra festosa spedizione di avventurieri era grande e ci ha fatto sopportare e arrivare in 15 minuti alla destinazione scelta per la ricerca.
Lì, rinfrescati dai nostri numerosi, alti amici alberi ci siamo lanciati subito alla ricerca di qualsiasi traccia animale degna di nota… Scoviamo una “spiumata” bianca in terra, tra le frasche, luogo di un piccolo ma naturale dramma, la lotta e uccisione di un volatile a opera di un predatore, probabilmente una volpe. Poi notiamo un buco perfetto scavato dal picchio in un alberello morto e poi riutilizzato da qualche altro animaletto che ne ha consumato i bordi inferiori col suo andirivieni.
La ricerca di cortecce per costruire le maschere ci porta ad individuare un albero di robinia (o pseudo-acacia) disteso lungo in terra per quasi 20 metri e quando era in vita alto forse di più.
Le cortecce venivano via facilmente e tutti i/le nostre/i giovani esploratori, colti dalla “febbre” della raccolta, fanno in pochi minuti un abbondante bottino… Possiamo rientrare in cascina soddisfatti ed accaldati!

IL LABORATORIO DI MASCHERE E QUELLO DELLE TRACCE
Tutte le tracce e le cortecce ritrovate il giorno prima vengono divise nei due rispettivi gruppi e selezionate.
Le tracce degli animali, selezionate e “decifrate, sono state montate su cartelloni di cartoncino in modo tridimensionale, utilizzando supporti di argilla (in alcuni casi anche riproduzioni degli animali da cui le tracce provengon), con alcune note scritte. L’effetto è bellissimo!
Il “gruppo maschere” fa una veloce riunione preparatoria per cercare, ognuno nella corteccia che ha scelto, di vedere una faccia, di carpirne e tirarne fuori lo spirito. Osservando con attenzione, tutti iniziano a scorgere occhi, nasi, barbe e persino corna e orecchie!
Si inizia a tagliare, forare e levigare, dopo qualche spiegazione sull’utilizzo di seghe e trapanini manuali. I/le bambini/e sono bravissime/i nel modificare le cortecce prescelte, e se qualcuna si sbriciola ce n’è sempre una di scorta, altrettanto evocativa. E’ il momento di colorarle. Stendiamo le tovaglie di plastica e via! Tutte/i all’opera con i pennelli, travolti dall’ispirazione creativa, e le prime maschere iniziano a prender forma. Sono stupende! Il giorno dopo, giovedì, ci rimane solo da fare qualche buchino per infilare lo spago che le terrà attaccate alla testa, o meglio ancora al muro della cameretta. Il risultato, immortalato da un paio di foto, è entusiasmante e anche un po’ magico. Bravi e brave!

IL LABORATORIO SULL’IMPRONTA ECOLOGICA
Abbiamo cominciato con un gioco, “Arraffa”, che ci fa capire come l’umanità stia consumando troppe risorse naturali, rinnovabili e non, e se le distribuisca in modo molto ingiusto. L’impronta ecologica ci permette di misurare di quanta terra abbiamo bisogno per vivere (nutrirci, vestirci, comunicare, abitare, spostarci…) e assorbire i nostri rifiuti. Ogni italiano consuma in media per oltre 4 ettari, ma ne abbiamo a disposizione solo 1,8! Quindi consumiamo più del doppio di quello che dovremmo. Oggi, mercoledì 2 agosto, è l’overshoot day, il giorno in cui l’umanità ha finito di consumare le risorse che la natura ha rinnovato per quest’anno e cominciamo a intaccare le riserve. Fino agli anni Settanta ogni anno consumavamo più o meno quel che l’ambiente riusciva a riprodurre, poi abbiamo cominciato a consumare e sprecare sempre di più e l’overshoot day ogni anno arriva sempre più presto. Se tutti consumassero come noi occidentali, avremmo bisogno di circa quattro pianeti terra per vivere e assorbire i nostri rifiuti. Circa metà dell’umanità, invece, ha consumi molto bassi (anche perché molte risorse noi popoli “ricchi” andiamo a prenderle dalle loro terre, e le usiamo anche come discariche!), e solo grazie a questo la crisi ecologica non si manifesta ancora con tutta la sua drammaticità. Sarebbe possibile consumare in modo più equilibrato e responsabile? Sicuramente sì, e c’è chi prova a farlo. Anche noi in Cascina: imparando ad autoprodurre parte di quelli che ci serve, a riparare, riciclare e riusare, a non sprecare acqua, energia, cibo e materiali vari, a mangiare meno carne e più cibi vegetali, biologici, a km zero o magari del commercio equo e solidale. E poi si possono fare altre cose, per esempio scegliere di dare i nostri risparmi alle banche più responsabili e acquistare prodotti solo dalle aziende che dimostrano di rispettare l’ambiente e i diritti umani.
Sono argomenti impegnativi e discuterne è faticoso, ma pone le basi per imparare a scegliere in modo più consapevole. E alla fine ci divertiamo con il gioco del piedone: chi ha l’impronta ecologica più grande, come gli americani, è ben difficile che vinca, perché calpesta troppi elementi naturali. I favoriti sono i “piccoli” abitanti del Bangladesh, che hanno un’impronta ecologica di circa mezzo ettaro!

LA CUCINA
Il secondo giorno con la nostra educatrice/cuoca Agnese si decide di fare la pasta al pesto, perché c’è tanto basilico nel nostro Ortone. La nostra smeraldina pianta aromatica sembrava quasi amazzonica da quanto era lussureggiante, alta più delle bimbe raccoglitrici! Dopo un paio di raccomandazioni su come tagliarlo in maniera che potesse ricrescere velocemente e su come non farsi male con i coltellini in dotazione alle volenterose bambine, abbiamo iniziato a tagliarlo.
Peccato che al nostro ritorno in cucina abbiamo scoperto che non dovevamo tagliarlo tutto ma solo raccogliere più foglie possibili, in modo da lasciar maturare i semi in cima alle piante! Mea culpa…
Giulia, una delle educatrici che seguono l’orto, ci ha perdonati quasi subito e noi abbiamo selezionato e messo subito a essiccare tutti i semi possibili. La prossima semina è assicurata e noi abbiamo imparato un accorgimento importante… assicurarsi sempre di avere la materia prima per il prossimo raccolto!

LA CURA DELL’ORTO
Anche ad agosto i nostri due orti hanno tanto bisogno di attenzioni e nonostante il caldo organizziamo piccoli lavori. Del resto è il tempo di seminare e trapiantare in previsione dell’autunno e cavoli e broccoli ci aspettano per essere messi a terra. Nei vasetti mettiamo invece la cicoria, l’insalata e i finocchi. Tra i nostri compiti c’è quello di verificare quali ortaggi sono pronti per la raccolta e da portare in cucina per i nostri pranzi. E’ decisamente il periodo di pomodori e zucchine. Le zucche si stanno preparando e ci piace andare a guardarle per vedere quanto crescono. E poi abbiamo il compito di dare l’acqua! L’acqua che in questi giorni ci piace tantissimo anche per giocare a bagnarci e rinfrescarci.

LA CURA DEGLI ANIMALI
Ogni giorno ci dedichiamo ai nostri cari animali: i cani (Oscar, Piccola, Maia e Charlie), che condividono con noi passeggiate, giochi, affettuosità e a volte qualche conflitto, e gli equini, che ogni giorni ricevono acqua fresca (e pulizia degli abbeveratoi, perché le asine non sopportano l’acqua sporca!), una pulita sotto la loro tettoia, crema contro i moschini nelle orecchie, strigliate, cura dei piedi, bocconcini vari… Le asine sono assai pigre e coinvolgerle in giochi di movimenti è una vera fatica, col caldo che fa poi! Pippi invece adora stare con i bambini e ci trascorrerrebbe l’intera giornata, assemblee comprese, anche perché ci scappano sempre un sacco di coccole e qualche caramella!

LA RACCOLTA DEI POMODORI
Lunedì durante il giro della cascina abbiamo trovato due grandi zucchine ad aspettarci nell’ortone!
Martedì mattina, dopo l’assemblea, ci siamo divisi in 4 gruppi: cucina, orto, animali e… pomodori!
Infatti giovedì faremo la passata, e ci serve materia prima in gran quantità.
Dopo aver messo il cappello e aver preso delle scorte di acqua siamo andati a cercare il signor Filippo,che lavora nell’orto, e gli abbiamo chiesto il permesso di raccogliere i frutti dell’azienda agricola. Ci ha portati in un campo di pomodori, dove abbiamo passato quasi due ore (con qualche pausa per rinfrescarci e bagnarci la testa)… Abbiamo lavorato con grande passione, raccogliendo più di 20 kg di pomodori, tra ciliegini, datterini e cuori di bue.
Ci siamo poi recati in sala bilance, dove li abbiamo pesati e insieme abbiamo calcolato peso lordo, tara e peso netto…
Dopo aver portato il raccolto in cucina abbiamo fatto il pane, decidendo insieme quantità e ricetta. Ognuno ha fatto un panino, e poi li abbiamo uniti in un grosso pane.
Un gran lavoro, ma che soddisfazione!

L’ULTIMO GIORNO
Come sempre ci siamo divisi in squadre, tre di grandi e una di piccoli, ognuna ha scelto un nome e un caposquadra e poi ci siamo misurati con la pasta della pizza e con la caccia al tesoro. Qualcuno ha finito oltre il tempo massimo, ma l’autovalutazione è stata onesta. Poi il picnic a base di pizza, la premiazione, uno spettacolo di magia e giocoleria realizzato da chi ha fatto i relativi laboratori, l’assemblea per valutare come è andata la settimana, un’altra riunione per chiarire un misterioso furto di caramelle dal tesoro e infine, dopo la merenda, una gran giocata in frutteto con scatenata “battaglia di bottiglie”, che un piccolo buco nel tappo ha trasformato in “micidiali” pistole ad acqua. Ci voleva proprio, con questo caldo!

STARE INSIEME E’ STATO…
Sul “comodino”, dove vanno le cose che ci sono piaciute di più di questa settimana, i bambini hanno messo soprattutto gli animali, a cominciare dalla cavalla Pippi. Nella valigia (le cose che ci si porta a casa) le nuove amicizie, ma anche aver imparato a prendersi cura dell’orto e degli animali, a fare il pane e la pizza, a far giochi di magia e magari qualche consapevolezza in più sull’impronta ecologica. Nel cestino vanno il gran caldo, le zanzare e a volte qualche litigio che non si è riusciti a gestire al meglio.

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