quarta settimana – 3/7 luglio

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, campo da basket e spazio all'aperto

#campiestivipif2017

3 – 7 luglio
Quarta settimana – Campi Estivi Praticare il futuro (Cascina Santa Brera) E anche il mese di luglio è arrivato e inizia la nuova settimana di Campo Estivo in Cascina Santa Brera.

Veniamo accolti in Cascina da Giuliana, Agnese e Maria Elena. Nel pomeriggio incontriamo anche Lucia, Irene, Marco e Sandra. In attesa che arrivino tutti i bambini cominciamo a osservare dove siamo senza allontanarci troppo, però. Ci viene richiesto di rimanere sempre intorno all’aia. Ore 9.30, si comincia. Assemblea per presentarci, dicendo qualche cosa di noi, per esempio cosa ci piace e se fossimo un animale che animale vorremmo essere.
Dopo le presentazioni veniamo accompagnati in passeggiata all’interno dell’azienda agricola. Vediamo il frutteto, l’orto, i campi coltivati, gli animali allevati e tanto altro ancora. A spasso per la cascina fino all’ora di pranzo, quando il gruppetto di noi già “esperto” del luogo che era andato a cucinare al posto di rifare il giro della fattoria, ci chiama per andare a mangiare.

DECIDERE LE REGOLE Per conoscersi meglio e per poter definire delle regole per vivere insieme, con questo gruppo le educatrici hanno deciso di provare a definire le regole insieme ma dividendo il gruppo in due parti, una gruppo di piccoli e uno di più grandicelli. Alcune delle regole che sono state proposte spontaneamente dai più grandi sono state “non si prende in giro nessuno “, “non si picchia”, ma anche, inaspettatamente, “non si giudica” e tante altre alcune delle quali per niente banali, come “si aiuta a riordinare una volta finito di mangiare”. In seguito, ogni gruppo ha presentato all’altro le regole proposte. In questo modo abbiamo deciso in tempi brevi come autoregolarci e tutti hanno firmato il cartellone, prendendosi così l’impegno di rispettare le regole stabilite insieme.

IN CUCINA Come tutte le settimane, ogni giorno un gruppo di bambini, a turno, con l’aiuto di uno o due educatori preparano il pranzo per tutti. Si raccolgono in orto le verdure e si decide il menù in base a quel che si trova in dispensa e ai gusti dei cuochi.

AUTOPRODUZIONE Martedi è giorno di pane, che ci serve per la merenda, e venerdi di pizza. Impastiamo noi usando la farina proveniente dal grano coltivato nell’azienda agricola. E’ molto divertente fare il pane e ritmo di musica.

NELL’ORTO La cooperativa coltiva due orticelli con e per i bimbi. Questa settimana abbiamo lavorato prima nell'”ortino” dove, sotto l’ombreggiante, abbiamo diserbato. E’ stato molto divertente scoprire che non tutte le erbe infestanti sono inutili, anzi! Mentre alcuni di noi strappavano, gli altri pulivano farinello e portulaca, che sono stati usati, insieme ad altre erbette, per preparare il pesto che abbiamo mangiato a pranzo.
Nell’”ortone” alcuni di noi hanno continuato a diserbare, mentre gli altri hanno seminato gli spinaci e hanno dato da bere alle piantine del semenzaio. Di solito si lavora negli orti la mattina, quando non fa ancora caldissimo.

IL GRANO Davide, che gestisce l’orto della Cascina, ci ha detto che il grano non poteva più aspettare, andava mietuto. Lui con l’aiuto di Amin lo ha tagliato quasi tutto e un gruppetto di noi si è occupato di fare le fascine, che sono state portate sotto il porticato, dove le spighe sono state sgranate in gran parte. I ragazzi della prossima settimana sapranno cosa fare…!

ANIMALI In assemblea abbiamo deciso di portare i nostri animali a fare una passeggiata fino a Rocca Brivio. Siamo andati al pascolo per mettere le capezze e le lunghine a Tilla, Ermes e Susi, ma loro non erano molto d’accordo sull’idea della passeggiata e ci è voluto del bello e del buono (e parecchi pezzetti di mela) per convincerle! Alcuni bambini hanno montato la cavalla Canapicchia, che invece è stata bravissima e collaborativa come sempre, a parte qualche sosta per gli spuntini a base di foglie di acacia. Abbiamo camminato su un sentiero lungo due fossati, tra piante di farinello e amaranto, acacie, sambuchi e campi di mais, e osservato i gamberi di acqua dolce, il cibo preferito degli aironi che vivono qui numerosi.
Al ritorno, i bambini che avevano cavalcato hanno portato Canapicchia al box, l’hanno dissellata, le hanno fatto la doccia e dato l’acqua e il mangime e hanno pulito il box. Poi abbiamo portato con la carriola la paglia da mettere sotto la tettoia delle asine, abbiamo dato loro l’acqua e Sandra ha curato i piedi. Le abbiamo coccolate e siamo andati a osservare i maiali che, accaldati, si rotolavano nel fango. Per difendere i nostri equini dai tafani abbiamo anche costruito con le bottiglie di plastica delle trappole che poi abbiamo appeso alla loro tettoia.

I NOSTRI AMICI GAMBERI I gamberi erano stati visti durante la passeggiata in Rocca Brivio. Marco ci ha accompagnato nell’avventura di catturarli per poterli osservare meglio. Un drappello di bambini è partito verso la roggia nuova armato di stivali, cassette e vasetti di vetro. Durante la caccia pacifica ai gamberi di fiume abbiamo scoperto alcune tecniche per acchiapparli senza ferirli (o almeno ci si prova) e il risultato è stato ottimo, con il bottino incruento di ben cinque di loro, che però sono diventati subito quattro poiché uno è finito dentro al buco di scolo della fontana. Gli altri sono stati osservati nei dettagli. Sono crostacei interessanti, importante fonte di cibo per i predatori alati, come aironi, garzette e nitticore. Quindi anch’essi parte di un ecosistema. Abbiamo notato che ci sono i destrorsi e i mancini, cosa che si può capire guardando qual è la chela più grande, e poi che sotto la pancia hanno tante piccole altre chele che gli servono per gli spostamenti e per alimentarsi mentre le due più grandi per difesa e regolamenti di conti tra simili. Nel pomeriggio siamo tornati più volte a cercare di tirar fuori dal buco della fontana il gambero fuggitivo, ma nulla da fare; lì sotto forse sta meglio che nella scodella dove era temporaneamente prigioniero. Dal momento della fuga sono da subito nate piccole leggende sul gambero fuggitivo che da quel giorno si trasferì nella fontana, facendo capolino dallo scarico solo in rare occasioni speciali… una nuova mascotte nell’aia della Cascina Santa Brera! Che chele che hanno! Però quando pizzicano non fanno male. Dopo averli studiati un pochino, i gamberi sono stati liberati nel fosso.

I LABORATORI: FALEGNAMERIA E AUTOCOSTRUZIONE Il gruppo ha deciso di dedicarsi alla realizzazione e decorazione di giochi, manufatti di vario genere utilizzando materiale di recupero trovato in cascina o raccolto durante le passeggiate fatte nel bosco e nei dintorni della cascina. C’erano cortecce, rami, sassi, gusci di chiocciole e molto altro. Ogni bambina/o, individualmente o in gruppi, decideva cosa fare, stendeva il suo progetto u carta, sceglieva le procedure, i materiali e gli strumenti e poi iniziava a lavorare. Chi aveva bisogno di segare o inchiodare del legno poteva trasferirsi in falegnameria. Il lavoro è stato fatto da tutti i ragazzi insieme. Questo ha portato a un momento di apparente confusione, che si è poi rivelato un attimo di grande creatività diffusa, perché guardare ciò che fa l’altro aiuta a prendere spunto e a partire a creare. E quante cose sono state prodotte! Tra i lavoretti pensati, progettati e realizzati, alcuni nidi per uccelli insettivori, in particolare per cince e pettirossi (importanti alleati dell’agricoltura biologica), ma anche qualche innocua pistola di legno, nonché fucilini e qualche scudo ottenuto con cartoni porta uova ed elastici. L’eccitazione e la soddisfazione di veder realizzati i nostri progetti prima solo disegnati su carta è stata grande! Alcuni bambini, confrontandosi con gli educatori, hanno dovuto in corso d’opera aggiustare o correggere il progetto, ma anche questo fa parte del mettersi alla prova e misurarsi con la realtà, che poi è l’apprendimento di competenze autentiche.

IL PERCORSO SUL CONSUMO CRITICO Ogni giorno compriamo delle cose e produciamo dei rifiuti, senza renderci conto delle conseguenze sociali e ambientali che provochiamo. In genere scegliamo in base al gusto, al prezzo, alla qualità, ma non riflettiamo molto sulla storia che sta dietro ai prodotti. Questa volta però due ragazzi hanno citato, tra i criteri con cui scelgono, l’uso di sostanze chimiche (e quindi anche l’inquinamento) nel processo di produzione di cibi e altri prodotti e l’impiego di lavoratori sfruttati o di lavoro minorile: complimenti a loro, perché è molto raro che questi criteri emergano spontaneamente! Il gioco delle carte verdi serve appunto a ricostruire la storia che si nasconde dietro prodotti e servizi. Ogni carta riguarda un’azione abituale che in genere facciamo senza pensarci troppo: come andare a pranzo da Mc Donald’s, bere una Coca in lattina, comprare un nuovo paio di scarpe da ginnastica o un nuovo cellulare. In questo modo, senza saperlo sosteniamo lo sfruttamento di lavoratori e risorse naturali, l’inquinamento e il cambiamento climatico (con tutti i danni conseguenti) molto spesso in paesi lontani. Ci sono però delle alternative più eque ed ecologiche, che vengono scoperte scegliendo appunto una delle carte verdi delle alternative: dai prodotti del commercio equo ai gruppi di acquisto solidale, ai mercatini dei piccoli produttori biologici, ma anche alle banche del tempo, ai negozi dell’usato, alla scelta di riparare degli oggetti invece di buttarli o di produrre da sé alcune cose. Oppure semplicemente decidendo di bere acqua del rubinetto invece che in bottiglia! Il tema dell’eccesso di consumismo e delle possibili alternative è stato approfondito guardando un video e poi con una discussione sulle possibili alternative, già praticate o da scoprire.

LA CACCIA AL TESORO La mattina di venerdi è il giorno delle “prove” e dei bilanci e passa via veloce tra l’autoproduzione della pizza e la caccia al tesoro. Divisi in squadre, due formate dai bambini più grandi e una dai bambini più piccoli, abbiamo cominciato con la preparazione della pasta per la pizza in autonomia e dopo la merenda abbiamo fatto la caccia al tesoro. La caccia al tesoro è composta da più prove che permettono di arrivare al tesoro, ma anche da una valutazione di come ci si è comportati sia durante la produzione della pizza, sia durante la caccia vera e propria. Per la valutazione che è costituita da due momenti, il primo di autovalutazione del gruppo e il secondo di valutazione da parte dell’educatrice di riferimento, si tiene conto della capacità di collaborazione, di partecipazione e di autonomia del gruppo. Anche i piccolini hanno superato le loro prove, fatte da disegni poiché loro non sanno ancora leggere.

STARE INSIEME E’ STATO: tante cose. Energia, confusione, allegria, stanchezza, felicità, frustrazione, sonno, sudore, fatica e tanto altro ancora. Nell’assemblea per valutare come è andata la settimana chi voleva ha raccontato agli altri cosa buttava nel cestino (quello che non è andato bene), cosa metteva sul comodino (quello che ci è piaciuto) e cosa metteva in valigia (quello che avrebbe portato con sé come ricordo, ricchezza, cose imparate ecc.). Sul comodino di quasi tutti è salita per acclamazione la cavalla Canapicchia, che ha partecipato all’assemblea coccolando a tutto spiano i bambini che aveva vicino! l’ultimo giorno, per chi si è attardato un pochino prima di tornare a casa, c’è stata una bella “battaglia di bottiglie d’acqua” in frutteto, usando le bottiglie bucate come pistole ad acqua (col caldo che faceva ci voleva proprio!).
Questa settimana è stata un grande scambio di energie ed esperienze, positive, forti e costruttive. Fra educatrici e ragazzi/e, fra i più piccoli e i più grandi e fra coetanei. Insomma un turbine di emozioni belle e a volte stancanti ma appaganti, dal primo all’ultimo giorno della settimana. L’appagamento più bello viene anche solo dal vedere con quale entusiasmo i/le giovani partecipanti trasmettono ai propri genitori appena riabbracciati le tante esperienze fatte durante la giornata. Altra grande soddisfazione di tutti è vedere che alcuni bimbi o ragazzi/e arrivano il primo giorno con le loro piccole timidezze o diffidenze e vederli l’ultimo giorno arricchiti e pieni di gioia… un bagaglio positivo che forse porteranno per sempre con loro, un “semino” che in qualcuno di loro certamente farà sbocciare un giorno qualcosa di bellissimo e di utile, non solo a loro stessi ma anche a chi gli sta vicino e forse chissà, al futuro di tutti noi.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: