settima settimana – 24/28 luglio

L'immagine può contenere: 2 persone, albero, spazio all'aperto e natura

IL PRIMO GIORNO
Il primo giorno, come sempre, abbiamo fatto un’assemblea per presentarci, imparare i nomi col gioco della palla e poi decidere insieme le regole, che sono state discusse, approvate e firmate da tutti. Dopo la merenda il turno di cucina si è messo all’opera e gli altri sono andati a vedere tutti gli spazi della fattoria in cui svolgeremo delle attività. I piccoli si sono fermati ad accudire gli equini, mentre gli altri hanno fatto insieme il pane.
Dopo pranzo abbiamo giocato nel frutteto e poi, mentre i piccoli facevano il pane, uno gruppo dei grandi si è occupato degli animali: pulizia e rifornimento degli abbeveratoi, pulizia della tettoia, coccole e strigliature (e rifornimento di foglie di bambù, molto apprezzate). Abbiamo anche accompagnato Pippi in box e le abbiamo dato mangime, acqua pulita e fieno e pulito il box.
Più tardi abbiamo fatto l’assemblea per decidere le attività della settimana, poi merenda e altri giochi in frutteto.

LA FALEGNAMERIA
E’ martedì. Riuniti gli otto aspiranti falegnami siamo arrivati nell’area attrezzata riservata a chi ha voglia di “muovere le mani” e costruire qualcosa. La maggioranza sono maschi ma, come spesso succede, c è anche la degna rappresentanza femminile, con bambine che non hanno nulla da invidiare ai maschietti e che a volte gli danno del fil (di ferro) da torcere, nelle idee e nella realizzazione pratica… I ragazzi partirebbero subito con seghetti e martelli, invece bisogna progettare, quindi vengono armati di fogli di carta e matite, per disegnare i pezzi in scala e poi l’oggetto finale assemblato. Dopo aver valutato assieme la fattibilità e tenuta pratica dei progetti, ragionando sul fatto che i progetti eccessivamente elaborati difficilmente potranno essere portati a termine, tutti/e si rimettono al lavoro sui progetti, ed ecco apparire sulla carta le bozze corrette di scudi stellati, spade con else fantascientifiche, fucili lancia elastici e una cornice porta-foto da comodino! le idee sono molto belle e gli ideatori delle “armi” promettono con convinzione che non useranno mai quegli oggetti contro nessun bambino né altro essere vivente animale o vegetale… pena il sequestro degli stessi (promessa poi da loro mantenuta). E ora finalmente le/i bambine/i possono sprigionare la loro voglia di creazione e manualità! ma prima, indossano occhiali protettivi e guantini antinfortunistici antischeggia. Cercano dei pezzi di legno idonei e poi segnano sul legno le misure e i limiti degli eventuali tagli e punti dove inchiodare e fissare tra loro i pezzi. Indirizzati verso gli attrezzi adeguati e il loro utilizzo corretto e sicuro, tagliano i componenti degli oggetti progettati e poi, arrivati al termine della giornata, li depositano ordinati con a fianco le bozze cartacee.
E’ giovedì e possiamo riprendere il lavoro. E’ il momento di assemblare, incastrare tra loro e inchiodare i pezzi delle loro creazioni manuali. Tutti procedono con grande concentrazione, qualcuno sbaglia si sa, sbagliando si impara e poi si può sempre correggere. Dopo un paio d’ore di intenso lavoro, tutti gli oggetti immaginati e progettati sono ora nelle mani dei ragazzi . Che soddisfazione!! E che sorrisi nella foto commemorativa!

I LABORATORI DI AUTOPRODUZIONE
Il pane. E’ un appuntamento fisso, sia perché facciamo da noi tutto il pane che consumiamo in settimana, sia perché la panificazione fa parte della prova di autonomia del venerdì. Anche i più piccoli, aiutati dai più grandi o dai più esperti, imparano dosi e ingredienti, la successione delle operazioni, i movimenti dell’impasto e i tempi della lievitazione. Il mettere insieme gli impasti può riparare a qualche piccolo errore di dosaggio o di durezza o eccessiva morbidezza della pasta. E il risultato è sempre molto buono.
Il formaggio. È davvero così difficile poter fare del formaggio in casa? In realtà fare il primosale è molto semplice: ci basta scaldare a 36° del latte crudo e aggiungere caglio, siero e un po’ di acido citrico (o succo di limone). Ma dobbiamo lasciare riposare la pozione magica per qualche ora. Così il giorno dopo osserviamo la formazione della cagliata, che stracciamo con delle fruste e iniziamo a scolare dal siero in eccesso. Otteniamo dieci formine di buon primosale da portare a casa.
Il dentifricio. Abbiamo scoperto che si può fare in casa con un’argilla bianca molto sottile che serve a pulire e purificare, con il bicarbonato che serve a sbiancare, con un po’ di sale per la sua azione abrasiva e la menta per rinfrescare, raccolta nel giardino e tritata fine fine. Imparare a fare da soli il dentifricio è stato divertente e rilassante. Ce ne siamo portati anche un po’ a casa da far assaggiare ai nostri genitori.
La marmellata di sambuco. Gli arbusti che circondano la nostra cascina sono pieni di bacche mature in questo periodo… come non pensare di preparare una buona marmellata? Giovedì mattina, bacinelle e forbici alla mano, partiamo alla caccia del sambuco. Nel pomeriggio qualcuno si diverte a sgranare mentre qualcun altro tagliuzza qualche mela da aggiungere. Si pesa il tutto e si aggiunge lo zucchero e il succo di limone. Dopo un’ora sul fuoco la marmellata è pronta per essere frullata. Solo tre vasetti per 1,5kg di frutta ma è una vera delizia!
La pasticceria. Martedì è il compleanno di Samuele, così abbiamo deciso di sorprenderlo con una torta. Decidiamo di preparare una frolla, anzi un crumble. Iniziamo ad aggiungere alla farina burro zucchero e uova e a giocare con l’impasto rendendolo sabbioso. Pensando al ripieno ci rendiamo conto di avere tanta ricotta in frigo, così l’associazione con il cioccolato in pezzi viene automatica. Stendiamo su una teglia, mettiamo tutto in forno e a merenda ci pappiamo una torta da leccarsi i baffi. Con tanto di soffio della candelina e canzoncina! Viva i desideri!
La trebbiatura del grano. Anche questa settimana abbiamo portato avanti il lavoro con il grano. Con grande pazienza abbiamo tolto tutti i piccoli sassi che si mescolano ai chicchi, abbiamo setacciato più e più volte con il metodo moderno progettato da Marco, il nostro educatore, e affinato da uno di noi, usando il ventilatore per togliere tutta la pula e i residui di sabbia. I nostri nonni sarebbero orgogliosi di noi : abbiamo ottenuto un chilo e mezzo di grano pronto per essere macinato nel mulino. Che sorpresa vederlo trasformato in farina! Rovesciamo i chicchi nel nostro mulino, ascoltiamo il suono delle pietre che tritano e macinano il grano fino a che vediamo una cascata di farina integrale cadere nella nostra bacinella. La farina al tatto è morbida e ancora calda. E anche questa settimana la pizza sarà buonissima!

LABORATORI SULLA SOSTENIBILITA’: L’ACQUA
Abbiamo iniziato compilando un quiz sulle principali questioni globali legate all’acqua e poi guardando un paio di documentari: uno sullo spreco di acqua a Las Vegas e la scarsità in Giordania e un altro, realizzato dai ragazzini del doposcuola di Santa Brera, sull’inquinamento da plastica del Lambro, un fiume dove fino a 40 anni fa si nuotava, si pescava e le cui acque venivano usate per i mulini ad acqua. Abbiamo poi discusso dei problemi relativi a questa risorsa fondamentale, che dovrebbe essere considerata un bene comune e un diritto umano (e non solo umano) essenziale e invece viene spesso comprata e venduta come una merce. Abbiamo scoperto che i più poveri spesso la pagano cara e salata e che ogni 7 minuti nel mondo muore una persona (il 90% ha meno di 14 anni) per mancanza di acqua pulita. Ma noi possiamo fare la nostra parte, sia impegnandoci perché l’acqua venga gestita in modo pubblico e partecipato e che la quota minima vitale venga fornita a tutti, anche ai più poveri, sia risparmiandola e cercando di non inquinarla (e i modi possibili sono tanti). E soprattutto abbiamo scoperto che per produrre qualsiasi cosa ci vuole acqua, quindi anche mangiare meno carne (per esempio) e comprare meno prodotti in generale aiuta a non sprecare acqua!

LA PASSEGGIATA
Mercoledì mattina siamo andati al pratone con le asine Tilla Susi e Ermes e la cavalla Pippi. Abbiamo cavalcato sia la cavalla che le asine: Pippi è bravissima e anche Susi è stata molto collaborativa, mentre Ermes non ne voleva sapere di lavorare! Nel frattempo, gli altri bambini sono andati nel boschetto a raccoglie tracce degli animali selvatici.

IL LABORATORIO DELLE TRACCE
Andare nel bosco è sempre un momento magico che ci affascina. Entriamo in fila indiana e stabiliamo come muoverci e cosa cercare. Gli animali selvatici non sono facili da avvistare, anche se un leprotto ci è già passato davanti correndo. Impariamo però che gli abitanti del bosco di tracce ne lasciano tante e che con occhi orecchie e pazienza scoveremo tanti tesori. Guardando per terra, ad altezza occhi e sugli alberi, le nostre mani si riempiono presto di tante cose, come penne, piume, casette di lumaca. Avvistiamo le feci di alcuni animali e restiamo affascinati dai buchi delle tane di volpe. Sembrano composte da più vie, perché? Anche resti di scheletri animali o di larve o di farfalle -affascinanti come un diamante – ci fanno gridare: guardate cosa ho trovato! Cerchiamo di rispettare la regola del parlare a bassa voce, ma l’entusiasmo è tale che è difficile trattenersi. Dopo molto cercare, soddisfatti usciamo dal bosco con il nostro tesoro. Più tardi, decidiamo velocemente e di comune accordo come valorizzare il frutto della nostra pacifica e silenziosa “caccia”. Li incolleremo su cartoncini verdi semi rigidi, utilizzando la morbida argilla messa a disposizione dalla Cooperativa e qualche pezzetto di un bel filo di rame, a valorizzare i nostri componenti. Abbiamo davanti a noi di tutto e di più: piume, penne, piccole colonne vertebrali di volatili e mammiferi, ossicini e addirittura qualche piccolo teschio accuratamente ripuliti, di cui cerchiamo di ricostruire gli (ex)proprietari. E poi ancora, qualche chiocciola, un paio di calabroni ancora ben conservati e alcune galle multiformi (escrescenze vegetali formatesi sugli alberi ad opera di parassiti, insetti o funghi). Dopo aver analizzato assieme e discusso sulla provenienza delle varie tracce, i/le bambini/e iniziano a comporre con fantasia e creatività i “quadretti” e scrivono ciò che hanno imparato, mentre l’educatore li filma. Alla fine otteniamo diversi cartoncini degno di un’enciclopedia di biologia, ma che possiamo considerare anche piccole opere d’arte.

LA CUCINA
La cucina è sempre un momento molto bello di condivisione: raccogliamo le verdure dall’orto, tagliamo tutti gli ingredienti e con l’aiuto di Lucia e dell’educatrice di turno cuciniamo dei buonissimi piatti. Questa settimana abbiamo proprio “esagerato”: martedì abbiamo preparato le lasagne, forse un po’ spesse (la prossima volta le tireremo di più) ma molto buone. Per essere stata la prima volta possiamo essere soddisfatti! Giovedì invece abbiamo cucinato una stupenda sbrisolona in occasione del compleanno di Samuele. Ci è piaciuto molto cucinare e mangiare le nostre prelibatezze. Ci è piaciuto un po’ meno riordinare, lavare i piatti e asciugarli, ma con un po’ di sforzo ce l’abbiamo fatta!

LA CURA DELL’ORTO
In orto questa settimana abbiamo fatto la gara alla scoperta della zucchina più grande! Davvero un esplosione! Finalmente le zucchine ci danno grande soddisfazione e l’entusiasmo per trapiantare altre varietà di ortaggi, come cavoli, broccoli, e di seminare in campo. Come sempre c’è da ripulire il terreno dalle erbe infestanti e conduciamo una dura quanto divertente lotta contro una pianta di bardana dalle radici fortissime. Insieme riusciamo a sradicarla. Altri costruiscono intanto una parte del recinto dell’orto con canne di bambù. I più piccoli hanno partecipato alla creazione di una piccola area gioco in orto pensata per giocare con terra, sabbia e acqua, una sorta di pista.

LA CURA DEGLI ANIMALI
Tutti i giorni, tranne venerdì, abbiamo accudito i nostri cari equini, rifornendoli di acqua, pulendo la tettoia e portando Pippi al box, a cui veniva dato mangime, fieno, acqua pulita. Naturalmente le pulivamo anche il box! In questo modo abbiamo imparato di che cosa hanno bisogno asine e cavalla e come manifestano le loro esigenze, non solo materiali ma anche relazionali, perché anche loro chiedono e danno tantissimo affetto e ci insegnano la pazienza e la collaborazione.

L’ULTIMO GIORNO
Come da tradizione, ci siamo divisi in squadre (due di grandi e una dei piccoli), abbiamo preparato la pasta della pizza e poi fatto la caccia al tesoro. Ogni squadra ha poi valutato il proprio livello di collaborazione e organizzazione e in base a questo si è stabilito la vincitrice, che comunque ha poi condiviso il tesoro con l’altra squadra perché il livello era quasi uguale.
Più tardi, picnic in frutteto con la pizza, giochi in frutteto e l’assemblea di valutazione della settimana, come sempre in compagnia della cavalla. E per finire una bellissima battaglia di bottiglie (usando le bottiglie di plastica come pistole ad acqua) nel frutteto
STARE INSIEME E’ STATO…
Bello ma a volte difficile, come sempre, soprattutto per alcuni conflitti di cui non si è riusciti ad andare a fondo. Molti bambini si portano via il ricordo degli animali, le nuove amicizie, l’aver imparato tante cose (dal fare il pane alle competenze apprese in falegnameria), i ricordi delle docce alla fine del lavoro nell’orto. Nel cestino molti butterebbero le zanzare, le mosche e vari altri insetti… anche se molti di loro in realtà sono utili.

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