Scuola dell’infanzia 2016_2017

3 FEBBRAIO 2017

La giornata è cominciata con la pioggia battente, ma noi avevamo il nostro accogliente salone, dove giocare con le costruzioni e la casa delle bambole in attesa che arrivassero tutti. Davanti a un tè con mele e biscotti abbiamo discusso di cosa fare nella giornata: c’è un compleanno da festeggiare, quello di Cecilia, per cui una torta da cucinare (abbiamo deciso per una crostata di mele e marmellata) e il menù del pranzo da decidere sulla base degli ingredienti in dispensa (pasta al pomodoro e coi ceci, farinata di ceci e insalata di finocchi e arance). E poi gli animali da salutare e i travestimenti di Carnevale da iniziare a progettare.
Per prima cosa abbiamo accompagnato al pascolo la cavalla Canapicchia e gli asini e abbiamo dato loro i torsoli delle mele. Non abbiamo resistito all’idea di saltare e sguazzare nelle grandi pozzanghere incontrate nel sentiero, e al grido ‘questa è la pozzanghera più grandissima!’ ci siamo divertiti dentro questi piccoli laghi che il cielo ha creato per noi. Poi Giulia ci ha proposto di leggere insieme due storie. La prima, raccontava di un albero nel corso delle stagioni, e di tutti gli animali del bosco. La seconda, Il viaggio, l’abbiamo raccontata insieme perché era senza parole, fatta solo di disegni.
Ora di mettersi al lavoro: un gruppo prepara la torta, calcolando le quantità necessarie dei vari ingredienti, preparando una pasta frolla senza uova e senza burro, mentre l’altro gruppo si dedica al pranzo. Ci concentriamo sulla farinata. Sembra una ricetta semplice, invece occorre fare molta attenzione alle proporzioni tra acqua, farina e olio. Non abbiamo una ricetta e quindi dobbiamo regolarci da soli. Viola, esperta di farinata fatta dal suo papà, insiste che il nostro impasto è poco liquido e quindi aggiungiamo acqua, ma non abbastanza. Il risultato sarà comunque buono, ma la prossima volta la proporzione acqua – farina sarà diversa.
Dopo il riordino, giochi nell’aia per tutti! Per fortuna ha smesso di piovere. In salone abbiamo finito di preparare la torta e cominciato il lavoro per i costumi di Carnevale: ognuno/a ha disegnato il suo progetto su un foglio e poi ha preparato il cartamodello a grandezza naturale, facendosi disegnare il profilo su un grande foglio e poi riempiendolo e colorandolo. In un batter d’occhio sono arrivate le mamme ed era già ora della merenda.

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venerdì 20 gennaio 2017

Eccoci tornati finalmente in Cascina! Ad accoglierci Loredana. Sui tavoli colori e fogli, i giochi, la pista e le costruzioni, per riprendere confidenza con il nostro spazio, aspettando che tutti i compagni arrivino.

Con Lucia e Giulia prepariamo il tavolo per una piccola colazione e ci riuniamo per decidere il programma della giornata. Bianca esprime subito il desiderio di visitare l’orto e di verificare se il grano che abbiamo seminato è cresciuto! Siamo tutti d’accordo con lei. Luca vuole prendersi cura degli asini e della cavalla e il gruppo accoglie contento l’idea di pulire la stalla.

E il pranzo? Lucia ci dice che ci sono alcuni ingredienti disponibili, e insieme pensiamo di scoprire cosa offre l’orto oggi per creare una nostra ricetta. Giulia ci propone di dedicare del tempo al nostro libro delle esperienze, disegnando frasi sui ricordi più belli dei primi giorni di Agriscuola.

Ma la voglia più forte oggi è quella di muoverci, di stare all’aria aperta! E così facciamo. Amiamo gironzolare per l’orto. In quello dei piccoli verifichiamo che le piantine sono coperte di ghiaccio e che la terra sembra coperta di brillantini. Luccica! Poi andiamo nell’orto grande. Pasquale è molto attratto dalle foglie di cavolo e verza che coprono il terreno. Sono lì, scopriamo grazie alla sua curiosità, per continuare a nutrire la terra. Poi Luca ci ricorda e spiega a chi non c’era come abbiamo fatto la semina del grano. Scopriamo e cogliamo radicchio, insalata e verza.

Alzando la testa vediamo da lontano una fantastica sorpresa: un vitello nato da poco è in stalla con la sua mamma! Che gioia osservarlo, così piccolo e tenero. Roberta ci racconta che ha un fratellino che al momento è ammalato e che stanno curando per farlo crescere sano.

Torniamo verso il salone e in cerchio decidiamo di dividerci in due gruppi: Viola, Lorenzo, Pasquale e Luca si occuperanno della stalla insieme a Giulia e Lucia. Bianca, Alba, Filippo e Cecilia preparano il pranzo con Loredana

In stalla ognuno si ricava il suo ruolo. Alcuni di noi si immergono completamente nel lavoro, studiando il modo di usare pala e forcone, altri sono più attratti da odori e sensazioni provocate dal toccare e annusare paglia e fieno. Osservare l’acqua calda degli abbeveratoi che incontra il ghiaccio, scoprire il letamaio e la consistenza della cenere. Tutti amiamo arrampicarci sulle balle di paglia.

Arriva presto l’ora del pranzo e ci riuniamo in salone.

Dopo pranzo corriamo in frutteto. Decidiamo di rimandare il lavoro sulla narrazione e di dedicarci ad altro. Nel gioco ci divertiamo ad inventare avventure nel boschetto di bambù.

Poi andiamo a fare una passeggiata al pascolo per stare in compagnia degli asini e della cavalla. Portiamo anche qualche pezzo di mela come dono. Sono molto felici di vederci e di essere spazzolati. E noi siamo anche contenti di giocare a scendere e salire dalla collinetta del pascolo. Alcuni di noi osservano invece i maiali che sono coinquilini degli asini. Da dietro il recinto ne osserviamo movimenti ed espressioni. E infine si torna in salone per la meritata merenda.

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venerdì 25 novembre 2016
Organizzare la giornata
La giornata con Loredana, Giulia e Lucia inizia subito. Seduti al tavolo scambiamo idee tra un biscotto ed un sorso di tè caldo per organizzarci. Qualcuno di noi deve proseguire il progetto regalo di Natale, e tutti insieme abbiamo pensato anche di realizzare un regalo dolce per mamma e papà.

Creare con le mani – costruzioni con la pasticceria
Partiamo dal pan di spagna fatto da Lucia, lo dividiamo in quadretti e poi ci ingegniamo per fare la pastafrolla che ci servirà a costruire le pareti della nostra casetta dolce. Ripassiamo la ricetta insieme e le quantità necessarie: 2 pugnetti di farina, un pugnetto di zucchero di canna, un cubetto di burro o una tazzina di olio, acqua quanto basta.

Facciamo un vulcano di farina con un bel buco largo per non far uscire i liquidi come l’acqua e l’olio e iniziamo a lavorare gli ingredienti. Lo zucchero con il burro, poi con la farina, un pizzichino di sale e alcuni cucchiai di acqua per amalgamare tutto. Per arrivare a una palla di pasta uso le mani, le dita, provo e riprovo. Serve acqua o meglio continuare a impastare? Le mie mani sciolgono il burro, mettono insieme gli ingredienti e grazie a loro arrivo a avere una bella polpetta, liscia, che non si appiccica più alle dita e che posso stendere aiutandomi con la punta delle dita o con il matterello.

Ma ora arriva il meglio! Con un rettangolino di carta definiamo le dimensioni della parete della casetta e cerchiamo di riprodurla sulla frolla. Tagliamo con il coltello, proviamo ad usare solo il nostro occhio per regolarci oppure usiamo dei modelli fatti dagli altri compagni. Con la pasta avanzata facciamo anche dei biscotti. Poi tutto in forno.

In falegnameria per concludere il regalo di Natale
Dopo aver disegnato il progetto del nostro regalo di Natale, in tutte le sue parti, passiamo oggi all’azione in falegnameria, dove tra seghetti e martelli riproduciamo tutti i componenti e li assembliamo. Altri sono a buon punto e si concentrano sugli ultimi dettagli.
Il pranzo e il riordino
Il momento della preparazione del pranzo prende sempre grandi energie, organizzarsi, scegliere, decidere, controllare e verificare che dosi, tempi e modi siano efficaci. Ma ci divertiamo sempre molto e renderci utili ci da tantissima soddisfazione. Tagliamo, mescoliamo, dosiamo con i nostri tempi e le nostre capacità, accorgendoci di quanto sappiamo e possiamo fare anche noi piccoli.

Riordinare a volte è noioso, ma insieme agli altri può diventare anche un momento di gioco, di collaborazione, di aiuto. Ci rendiamo conto che possiamo essere utili per i più piccini e che anche loro possono avere strategie per fare meglio o diversamente quello che pensavamo si potesse fare in un solo modo.

Le casette dolci di Natale
Dopo il gioco libero ci ridividiamo in gruppetti e iniziamo a confezionare le casette dolci unendo le pareti e decorando la pasta con zucchero a velo e guarnizioni, sotto la guida di Lucia e Loredana. Altri confezionano delle scatole speciali per accompagnare il regalo. Tempere, ritagli di stoffa, elementi naturali come pigne, piume, fiori finti, colorano presto le nostre scatole di carta e plastica. A turno tutti abbiamo fatto una casetta e una scatola. Ed è già ora di accogliere i genitori per la merenda e il saluto di fine giornata.

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venerdì 25 novembre 2016

Giornata autunnale, grigia e piovosa. Davanti a una buona tazza di tè caldo e biscotti si costituiscono i gruppi di interesse. Un gruppo va a fare le coccole agli asini, uno va in frutteto per vedere i tesori dell’autunno, poi tutti insieme andremo a vedere quanto il grano seminato è cresciuto (e in effetti è cresciuto!).
In frutteto troviamo i funghi, le gemme, i colori, gli insetti, i vermi. In lontananza vediamo Roberta e andiamo da lei. Da Roberta, l’educatrice che segue anche il frutteto, impariamo a potare le piante. Ci dice di prendere un ramo, di vedere le gemme presenti dove si innesta la foglia, poi di tagliare con la forbice appena sopra le gemme, cosi in primavera la gemma svilupperà nuovi rami ricchi di frutti.
Dopo un buon minestrone di verdura e riso e un secondo a base di lenticchie, alcuni si dedicano al gioco libero, mentre chi aveva fatto la scorsa volta il progetto per un regalo, va in falegnameria con Loredana, gli altri rimangono con Lucia e Giulia a preparare il nuovo progetto-regalo. Altri ancora creano pupazzi e altre figgure con il fango.
Ognuno disegna il suo progetto su carta, poi scompone l’oggetto e le ritaglia, infine il materiale che più ci piace tra legno, stoffa e carta. Qualcuno raggiunge Loredana in falegnameria, mentre altri lavorano con altri materiali. Si prova e si riprova, si sbaglia e ci si corrregge, aiutati da Giulia e Lucia. I primi risultati sono un quadro e una mappa fatta di foglie e sassi.
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venerdi 6 novembre 2016
Organizzare la giornata
Arrivati tutti i bimbi ci siamo seduti attorno al tavolo e a una bella colazione, per decidere il programma e il menù della giornata. Sentite alcune proposte ci siamo detti di dover verificare che cosa offriva l’orto.
Altra cosa di cui si e’ parlato e’ stato: cosa mi piacerebbe fare per Natale come regalo da portare a casa a mamma e papà. Terminato questo momento di chiacchiera ci siamo messi giacca e stivaletti per andare nell’orto.

Nell’orto: appuntamento con il grano: Camminando tra gli orti ci siamo ricordati del grano seminato la volta precedente; cogrande stupore abbiamo potuto vedere che i semini piantati erano germinati facendo foglie e radici. Altra cosa che abbiamo potuto osservare e’ stata la cura delle galline da parte del contadino: che gran festa gli fanno quando lo vedono arrivare con cibo e acqua! Continuiamo a camminare e finalmente raggiungiamo l’orto con le verdure pronte da raccogliere: ci sono tanti tipi di cavoli: il romanesco, i broccoletti, il cavolo bianco e il cavolo nero. Ci inoltriamo tra le piante e col coltello raccogliamo ciò che ci serve per il pranzo.

Io progetto il regalo di Natale Con Loredana abbiamo iniziato a progettare il regalo di Natale che dedichiamo ad una persona cara. Dall’idea che abbiamo scelto tra le tante che avevamo in testa, dobbiamo passare al foglio di carta. Qui disegniamo per la prima volta la nostra idea e poi la disegniamo a grandezza reale prestando attenzione a tutti i pezzi che la comporranno e pensando al materiale che utilizzeremo.
Il pranzo. Rientriamo, si e’ fatta l’ora di cucinare, alcuni bimbi mondano e tagliano le verdure altri cominciano a progettare il regalo per Natale, altri ancora preparano la merenda: una bella crostata. E’ pronto, si mangia!!!! Ci sono degli ospiti, delle giornaliste che sono venute a trovarci per conoscere la nostra scuola. Cogliamo l’occasione di imparare un pò di galateo: prima si servono gli ospiti donne e uomini, poi le bambine e infine i maschi, quando tutti si sono serviti si comincia a mangiare.

La cura degli animali. Terminato il riordino del dopo pranzo abbiamo scelto di prenderci cura degli asinelli, siamo andati da loro con una bella carriola di fieno. Che bello vedere che ci aspettavano! Svuotiamo la carriola col fieno, gli diamo l’acqua e giochiamo con loro. In un lampo si fa l’ora di rientrare, ci aspettavano i genitori per la merenda. Che buona la crostata fatta durante la mattina!

Sperimentare liberamente lo spazio
Qui in Cascina abbiano tante occasioni per misurare lo spazio con il nostro corpo, i nostri passi, gambe, mani e braccia!! Saltare, correre scavalcare, stare in equilibrio e perdersi nell’emozionante avventura di conquistare lo spazio, da soli e con i nostri amici!

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Venerdì 28 ottobre 2016

Accoglienza Una bella mattinata di fine ottobre ci accoglie in Cascina, con la piacevole sorpresa di altri compagni nuovi da conoscere: Viola, Jaque e Massimo e Daniele.

Abbiamo tutti molta voglia di creare! Sarà l’influenza di Halloween che aleggia nell’aria! Seduti e concentrati ai tavoli creiamo in pochissimo tempo zucche, pipistrelli e fantasmi con il materiale a disposizione: colori, carta, plastilina, forbici e colla. Tommi ci fa un po’ da guida grazie al pipistrello di carta che ha portato da casa. Poi il rituale della preparazione della colazione ci coinvolge tutti e ben presto abbiamo biscotti, frutta e the sul nostro tavolo apparecchiato.

Organizziamo la giornata: cosa mettiamo nel piatto? Mentre ci scaldiamo con la colazione e i contenitori della merenda girano da un compagno all’altro, pensiamo alla giornata che trascorreremo insieme. Per prima cosa ci occupiamo del nostro pranzo, cercando di immaginare cosa ci offre la stagione: zucche, ormai lo sappiamo bene, e cavoli di vario genere. Le castagne ormai sono finite! Quindi pianifichiamo di andare nell’orto alla ricerca di quello che la natura ci offre. Ma prima stabiliamo che nel pomeriggio faremo il fuoco che non eravamo riusciti a fare la volta scorsa, a causa della pioggia. A cosa ci servirà? Questa volta non lo useremo per cuocere, ma per osservarlo e giocare intorno a lui.

 Esplorando l’orto Ci inoltriamo tra i sentieri dell’orto e tra i suoi colori, in cerca di ortaggi per la nostra ricetta di oggi. Ma mentre osserviamo verze e cavoli, ci imbattiamo nel campo dei pomodori. Ormai le piante sono morte e sono state sradicate per preparare il terreno, ma scopriamo che di pomodorini ancora buoni ce ne sono parecchi. Piccoli e rossi, attirano la nostra attenzione. Ed è subito caccia al pomodoro! Ci faremo un’ottima passata per la pasta. Alcuni di noi invece vanno alla ricerca di prodotti per il secondo e si imbattono nel cavolo romanesco, quello con le punte e la forma così particolare e divertente. Prendiamo anche delle grandi e succulente foglie di verza.

Prepariamo il pranzo e badiamo al fuoco Una volta in cucina, con le mani ben lavate, ci preoccupiamo di allestire il primo e il secondo. Passiamo i pomodorini per ricavare il sugo, calcoliamo quanta pasta dobbiamo preparare per le 18 persone che siamo. Mettiamo a scottare il cavolo romanesco per farne un puré da usare come ripieno per gli involtini di verza. Un gruppetto si preoccupa di andare a raccogliere salvia, rosmarino e menta per insaporire gli involtini. E poi il pangrattato per unire il tutto.

Siamo una bella squadra in cucina. Tutti si danno da fare e presto viene l’ora di sedersi a tavola. Tutti hanno aiutato ad apparecchiare e tutti ci serviamo da soli, cercando di prendere la quantità di cibo giusta per evitare di avanzarlo nel piatto. Chi vuole il bis, dopo aver atteso che anche gli altri abbiano finito la prima porzione, consulta il gruppo e conta tutti gli interessati ad una seconda porzione. Poi insieme si va a servirsi, magari prima le bimbe più piccole, quelle più grandi e poi i bambini.

Prima di riordinare la cucina insieme abbiamo il tempo di andare nell’aia ad accendere il fuoco: con bastoncini, ciocchi di legno e carta ci riusciamo ed inizia la festa! Intorno ad un fuoco si può parlare, cantare e ballare. Tra corse di cavalli, indiani e passi da ranocchi o salti da canguro, giriamo tutti insieme, prima a destra e poi a sinistra, poi fermi, poi lenti e poi più veloci.

Prendersi cura: tra asini e semina Con Sandra andiamo a far visita agli asini e alla cavalla. Anche oggi, come sempre, hanno bisogno delle nostre cure: acqua, fieno e… tante carezze. Gli equini sono animali estremamente sociali, che amano la compagnia… soprattutto dei bambini.

E poi giunge l’ora di un altro momento speciale. Ci hanno infatti invitato nell’orto per partecipare alla semina del grano. Ci accolgono in un bellissimo campo arato e Davide (responsabile dell’orto della Cascina) ci racconta come praticheremo la semina. Divisi su due righe, una da un lato e una dal lato opposto del campo, prendiamo un pugnetto alla volta di chicchi di grano e li gettiamo disegnando un arco con il braccio. Un passo in avanti, un pugno di semi, e così via. Sembra un gioco, invece stiamo piantando la vita che vedremo sbocciare nei prossimi mesi! Dopo aver sparso i semi bisogna rastrellare la terra e ognuno di noi, procedendo all’indietro, usa il rastrello per spargere bene terra e semi. Abbiamo lavorato sodo e salutiamo soddisfatti tutti i lavoratori dell’orto, Lamin, Filippo, Stefano e Davide e torniamo in salone per la merenda.

La merenda e l’arrivo dei genitori Ci resta il meritato momento della merenda, a base di pane e marmellata di castagne e cacao, che come sempre offriamo anche ai nostri genitori. Abbiamo tante cose da raccontare, ma a casa ne avremo il tempo.

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Venerdì 14 ottobre 2016

Accoglienza
Oggi sono arrivati due nuovi compagni, Tommi e Giulia, e hanno trovato ad accoglierli gli altri bimbi che
con entusiasmo sono tornati in cascina. La giornata è quasi invernale e fuori pioviggina, a tratti piove
molto, ma noi siamo comunque contenti di goderci la tranquillità del nostro salone e con un bel libro ci
sediamo in cerchio, per terra, ad ascoltare Giulia che legge un libro: maghi, fate e streghe catturano la
nostra attenzione e con la fantasia siamo già dentro castelli e laboratori di magia. I genitori
chiacchierano tra loro e con Loredana prima di lasciarci, bevendo un po’ di the caldo e mangiando un
biscotto.

Organizziamo il nostro pranzo
Quando mamma e papà sono andati via, facciamo anche noi una breve colazione, parlando di cosa
faremo durante la giornata. Prima di tutto pensiamo al menù! Qualcuno ha voglia di mangiare il riso e
qualcuno la pasta, si ma con cosa? La stagione ci regala delle bellissime e saporite zucche e insieme
iniziamo a immaginare come usarle. Le proposte con la zucca sono tante: risotto, gnocchi, pasta e
qualcuno fantastica anche sui tortelli, ma per quelli oggi non abbiamo il tempo. La maggioranza vota il
risotto! E di secondo? Tutti vogliono le uova delle cascina. La zucca invece ci servirà anche per fare
una piccola golosità per la merenda: le frittelle dolci.
Pensando alla merenda Loredana, Giulia e Lucia ci annunciano una bella sorpresa. L’autunno è la
stagione di un frutto che i bambini adorano, la castagna, e quindi oggi faremo la caccia al tesoro delle
castagne.

Caccia alle castagne
Sotto una lieve pioggerella, vestiti con stivali e impermeabili, andiamo contenti nel frutteto alla ricerca
della pianta della castagna: il castagno. Ognuno di noi stringe in mano un pacchettino per la raccolta e
una foglia che le educatrici ci hanno fatto trovare in un cesto. Tutti in frutteto quindi a scoprire dove
sono le castagna, divertendoci ad osservare gli altri alberi da frutto che incontriamo. Osserviamo così
che la foglia del pesco è allungata, il suo contorno liscio e senza punte. La foglia del caco, a differenza
del castagno è tonda e con i contorni regolari. Davanti al caco ci fermiamo di più per raccogliere due o
tre frutti già maturi, prima che gli uccellini se li mangino. Poi scopriamo la pianta del mandorlo, che
simile al pesco, ha foglie dalla forma allungata. Anche sotto ai suoi rami troviamo un bottino, delle
mandorle avvolte nei malli. A poca distanza troviamo il nocciolo, dalla foglia piccolina che ci regala tante
nocciole già cadute a terra, qualcuna ancora ospitata da graziose coppette marroni, le brattee. Alla fine
raggiungiamo il nostro castagno, grazie a qualcuno di noi che ne riconosce la foglia. E via, inizia la
raccolta! Ma per cuocerle avremo bisogno del fuoco e oggi abbiamo decido di procurarci anche la
legna. Così raccogliamo tutti 10 rametti a testa, li contiamo pazientemente e ognuno lega la sua fascina
con pezzo di spago. Ci servirà anche della legna più grossa e andiamo a cercarla nella legnaia. Un
posto curiosissimo dove troviamo tanti ceppi, piccoli e grandi, utili per il nostro fuoco.

In cucina
Ma è ora di procurarsi gli ingredienti per il pranzo. Nella sala bilancia troviamo un armadio pieno di
zucche, verdi, bitorzolute, alcune giganti, altre più piccole. Ne scegliamo insieme una e la pesiamo: 4
kg! Ed ora tutti in cucina a preparare. Pulire la zucca è impegnativo e divertente: ci sono i semi da
togliere, e la polpa da scavare. Poi pesiamo il riso. Quanti pugni di riso per una persona? Sapendo che
il riso cocendo cresce del doppio? Tra il dire dei numeri e verificare mettendoli nel piatto, si è deciso che
quattro pugnetti a testa sono la porzione per ognuno di noi. Con un bicchiere versiamo ognuna nella
pentola che ospiterà il nostro risotto. Dobbiamo tagliare anche un po’ di cipolla che da quel gusto in più,
anche se fa lacrimare gli occhi. Poi ci occupiamo delle castagne e dobbiamo dividere il nostro bottino.
Da una parte le nocciole, poi le mandorle, poi le castagne, e i cachi che serviranno per la merenda.
Tagliando, spolpando, mescolando e apparecchiando il tempo passa e siamo pronti per metterci a
tavola! Il nostro pranzo piace a tutti, o quasi, qualcuno preferisce solo la morbida crescenza, gli altri
apprezzano anche le uova al tegamino o alla coque.

Pomeriggio tra gioco libero, scrittura e merenda
A fine pasto, tutti ci organizziamo per sparecchiare e lavare le nostre stoviglie. Riordiniamo la cucina e
spazziamo il pavimento. Ora possiamo giocare liberamente in salone, visto che fuori il tempo non
migliora. Tra libri, costruzioni e colori, ci rilassiamo.
Con Loredana poi ci raccogliamo tutti intorno alle foglie che abbiamo raccolto in frutteto e cercando di
distinguerle le usiamo per ricalcarle: un foglio bianco e i pastelli ci aiutano a copiare la forma della
foglia. Poi disegniamo accanto il frutto e scriviamo il nome della pianta.
Viene poi il momento in cui Loredana ci propone di scrivere, o meglio, disegnare quello che abbiamo
fatto in frutteto. Dobbiamo disegnare la frase, Io sono andato – nel frutteto – a raccogliere le
castagne. Ma come? Su una riga ognuno disegna se stesso e affianco le castagne, almeno due. Nel
mezzo inseriamo un piccolo cartoncino di forma quadrata che indica il verbo ANDARE. E con un freccia
verso l’alto indichiamo lo spazio per il disegno che facciamo del frutteto. Proviamo a leggerlo da soli,
indicando con il dito ogni parte, in sequenza. Alla fine tutti riusciamo a leggere la nostra frase. Proviamo
a disegnare anche il seguito: io ho acceso il fuoco – sotto il portico. Adesso abbiamo due fogli, due
narrazioni, che compongono la primissima parte del libro che costruiremo durante l’anno.
Mettiamo tutto nella nostra cartelletta personale che ci divertiamo a decorare.
É già ora di merenda. Fuori la pioggia scroscia incessante e dobbiamo rinunciare al nostro fuoco.
Andiamo allora a prendere la padella speciale per le castagne, quella con i buchi, per far passare la
fiamma. Ascoltiamo e osserviamo le castagne che scoppiettano provando anche noi a mescolare con
l’aiuto di Giulia. Sale un certo profumino… Intanto Lucia si occupa delle frittelle e Loredana ci fa
assaggiare il caco.
Non potendo mangiare fuori, improvvisiamo un picnic per terra, nel salone. Tutto ha l’aspetto appetitoso
e in più arrivano anche le mamme che si uniscono a noi. Un dolce modo per salutare la fine della
giornata passata insieme.

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venerdì 30 settembre 2016

Primo giorno della scuola in fattoria dei piccoli.

Qualcuno arriva molto presto e stretto alla mano del papà. Per sentirci più sicuri le educatrici ci portano a conoscere subito alcuni spazi della cascina. Andiamo ad esplorare la falegnameria e rimaniamo immediatamente affascinati dai tanti attrezzi, dai materiali, da viti e strumenti di lavoro! Anche il papà vorrebbe rimanere.

Dopo aver scelto lo spazio per il nostro zainetto all’interno del grande salone, aspettiamo che anche gli altri compagni seduti intorno al tavolo della colazione, apparecchiato con biscotti e the. Qualcuno ha già preso confidenza con l’aia e accarezza la dolce cagnolona Charlie. Mentre mamma e papà parlano con alcune delle edecatrici, con Giulia impariamo dove sono pennarelli e fogli e ci mettiamo sotto il portico a colorare e a costruire aereoplanini per preparci ad una bella gara di voli ‘accobatici’. Poi tutto nell’orto didattico per dare l’acqua con la canna. A turno ci preoccupiamo di innaffiare, facendo attenzione a bagnare la terra intorno alle piantine già spuntate.

Una volta arrivati tutti, le educatrici si presentano e ci raccontano dove siamo e insieme parliamo di come sarà questa prima giornata di scuola in fattoria. Ci raccontano che ci prenderemo cura della preparazione del pranzo, andando prima nell’orto per vedere cosa ci offre oggi. Stabiliamo insieme che mangeremo pasta con l’olio perchè diversi di noi hanno un pochino di mal di pancia, forse per l’emozione, e poi decidiamo di raccogliere le erbette dell’orto. Qualcuno ha molta voglia di mangiare le uova delle galline della cascina e quindi anche il nostro secondo è stabilito.

FACCIAMO IL PANE

Ma prima di tutto, decidiamo di fare il pane che ci servirà per pranzo e per la nostra merenda. Tutti insieme intorno al tavolo proviamo ad indovinare, anche con l’aiuto dei più grandicelli, quali sono gli ingrediente della pasta del pane, e mano a mano riusciamo a comporne la ricetta. Ma le dosì? Quanta farina, quanto lievito? Vogliamo fare una pagnotta e una focaccina a testa, allora dobbiamo iniziare a ragionare sulle quantità. Prendendo con i nostri pugnetti la farina, e appoggiandoli mano a mano nello spazio davanti a noi, vediamo quanta farina raggruppiamo, quanta ne contiene un nostro pugnetto? Per fare un panino ne bastano 5? Per fare anche la focaccina ce ne vorranno altri 5? Perchè aggiungiamo lo zucchero? per dare da mangiare al lievito che farà gonfiare la pasta. Perché mettiamo il sale? Per dare il gusto; perché mettiamo l’olio, lo scopriamo con le nostre mani. E poi l’acqua, cosa succede mescolando acqua e farina? Per ogni ingrediente decidiamo le quantità necessarie per fare una pagnotta e poi per farne due. E ora viene il bello, impastare, ognuno come può, lentamente e con cura. Le mani vanno veloci, altre esitano a toccare se non con la punta della dita la farina che sembra fredda, che poi con l’acqua appiccica, ma che non sembra mai volersi fare palla. Ci vorrà più o meno acqua, è tutto da vedere. Assaggiare è la grande tentazione! Sbirciare i nostri compagni per capire meglio come fare o trovare modi di diversi per arrotolare la pasta, sbattere la pasta o lisciarla accarezzandola. Poi tutto sulla teglia e in forno!

NELL’ORTO

Ora è il momento di andare in orto alla ricerca delle erbette dopo aver consultato la mamma. L’orto ci accoglie con tutto il suo verde e tanti ortaggi tra i quali troviamo anche le erbette e insieme le tagliamo, facendo attenzione a non calpestare le altre piantine e a tagliare bene con le forbici le foglie che ci servono. Poi le pesiamo e succesivamente le laviamo nelle grandi vasche dell’orto. E’ piacevole, visto il sole caldo, immergere le mani nell’acqua fresca e strofinare le foglie sode. Poi tutti in cucina, chi taglia le verdure, chi pesa la pasta, chi sbatte le uova e chi gratta il formaggio. Apparecchiare per tutti, tutti insieme, contandosi, conoscere la cucina e i suoi angoli dove trovare forchette, coltelli, piatti, bicchieri e tovaglie. Poi tutti a tavola, ma con alcune regole: ci si serve da soli e quello che si mette nel piatto lo si finisce, proviamo ad assaggiare tutto e aspettiamo che tutti si siano serviti per iniziare. Abbiamo molta fame e i malloredus con l’olio ci piacciono molto. Poi arrivano le verdure con la fritta!

Dopo pranzo è il momento di riordinare e ognuno di noi aiuta, fino a quando tutto è in ordine e possiamo andare a giocare in frutteto. In questo spazio dedicato al gioco libero ci sono altalene, ponti, corde per arrampicarsi, dondolarsi e giocare tranquilli, all’ombra di fichi, gelsi, peri e melocotogni. Viene a trovarci anche Pippi, la cavalla che vive in questa cascina con i 6 asini. A lei piace stare insieme a noi mentre giochiamo, le facciamo compagnia. Nel pomeriggio andiamo al pascolo degli asini per conoscerli e con calma entriamo nel recinto. Qualcuno di noi deve prendere confidenza con Aron, Elianto, Lucignolo e le tre femmine Tilla, Hermes e Susi, ma Sandra e Giulia ci aiutano ad avvicinarci a loro senza paura, ad accarezzarli perché loro adorano le carezze e spazzolarli. Anche Pippi si lascia avvicinare con dolcezza, e noi abbiamo tante domande alle quali Sandra ci risponde raccontandoci il linguaggio di questi splendidi animali.

E’ già ora di merenda e i genitori ci aspettano. Corriamo indietro a lavarci le mani con la voglia di tornare presto.

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