Settimane verdi

SETTIMANA ALTERNATIVA RAGAZZI DELL’ISTITUTO PADRE MONTI DI SARONNO – dal 26 al 29 aprile 2016
Quest’anno il gruppo era formato da 20 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti da classi e percorsi diversi (Cfp, Iti, Anno Unico).

Siamo partiti parlando con loro del tema del “no future”, del futuro incerto, e delle minacce che loro vedono come incombenti (non c’è lavoro, inquinamento, guerre, conflitti tra le persone, precarietà della vità, cementificazione, mancanza di spazi, non si fanno più figli, scarsità di risorse etc…) temi che i ragazzi sentono spesso e che generano in loro ansia.
Partendo da queste suggestioni, anche un po’ “caricate” abbiamo proposto la settimana in cascina come una settimana per sperimentare uno stile di vita “altro”, che probabilmente ci sarà richiesto per sopravvivere in un futuro non troppo lontano, una settimana in cui affrontare sfide e difficoltà, imparare abilità utili nella vita futura e riflettere su come impariamo. Come “spirito guida” a ciascun ragazzo è stato chiesto di disegnare il suo Daimon, un animale che avesse delle caratteristiche proprie del ragazzo e che l’avrebbe protetto durante la settimana.

La prima sfida, martedì mattina appena arrivati in cascina, è stata crearsi un tetto per dormire, cioè montare le tende. Quest’anno abbiamo lasciato che i ragazzi le montassero da soli, a gruppi, senza intervenire se non per dare qualche piccola dritta. Considerando che solo un ragazzo aveva già montato una tenda in precedenza, il processo è stato lungo (un gruppo ha passato un’ora ad arrovellarsi prima di capire che nel loro sacco mancava la paleria!) ma alla fine tutti sono riusciti a costruirsi una casa per la notte.

Dopo il pranzo al sacco abbiamo fatto un giro della cascina in cui abbiamo conosciuto gli animali e abbiamo iniziato a capire qualcosa di questo complesso “organismo” dove convivono persone animali e piante.

La sfida del pomeriggio è stata preparare la pizza per cena. Abbiamo diviso i ragazzi in gruppi, dato loro gli ingredienti e ciascun gruppo ha prima impastato e poi, dopo la lievitazione, farcito e infornato la propria pizza. Le abbiamo assaggiate tutte e abbiamo eletto la miglior pizza. Dopo cena abbiamo fatto un cerchio in cui abbiamo condiviso “gli errori” fatti durante la giornata e le scoperte a cui questi errori avevano portato.

Mercoledì mattina ci siamo divisi in 3 gruppi per le attività di cura degli animali con Sandra, falegnameria con Giuliana e cucina con Francesca e Elena. Il gruppo “animali” ha cominciato osservandoli, poi Sandra ha spiegato il significato di alcune interazioni e qualcosa sulla comunicazione e sulle esigenze sociali degli equini, ma anche sullo sforzo di autodisciplina che costa loro essere cavalcati, dato che devono inibire le reazioni istintive e muoversi come chiede il cavaliere (anche per questo è importante mettersi a loro disposizione prima di pretendere di salirgli sulla schiena!). Dopo le presentazioni “naso a naso”, qualche bocconcino e una strigliata, i ragazzi hanno dato l’acqua e preparato la cavalla insieme a Sandra per una passeggiata lungo il fiume e nel bosco dove si montava a turno.

Il gruppo di cucina ha dovuto pensare alla spesa e alla preparazione di un menu da consumare freddo perchè la sala cavalli sarebbe stata occupata da un corso.

Dopo pranzo sono proseguite le attività con gli animali e di falegnameria e un gruppo ha lavorato con Agnese alla creazione di astucci o portaoggetti con vecchi copertoni delle bici, l’ago e il filo. Intorno alle 18 ci siamo riuniti e abbiamo preparato il necessario per andare a fare un fuoco e cenare presso la radura vicino al fiume. Una volta arrivati abbiamo dovuto creare uno spiazzo schiacciando l’erba alta, procurare legna per il fuoco e grosse pietre per delimitarlo. Abbiamo poi lasciato ai ragazzi il compito di accendere il fuoco, e divisi in due gruppi hanno sperimentato varie tecniche finché non sono riusciti ad accenderlo.
Ciascuno si è poi procurato uno “spiedo” con cui infilzare wurstel, scamorze e marshmellow e cuocerli sul fuoco. Dopo cena siamo rimasti intorno al fuoco a chiacchierare e a riscaldarci fino al suo completo spegnimento. Arrivati in cascina la sfida di fine giornata è stata farsi tutti la doccia in due soli bagni e in un ‘ora massimo.

Giovedì mattina eravamo di nuovo divisi in 3 gruppi: falegnameria, dove sono state create spade, bacchette, asce e pugnali, orto, dove con Roberta abbiamo scoperto cos’è la permacultura, come è organizzato l’orto in cascina e abbiamo spianato una montagna di terrra con le vanghe, e cucina, in cui abbiamo cucinato torte salate e frittate con guanciale
Nel pomeriggio siamo stati tutti a salutare asini e cavalla e abbaimo trascorso un po’ di tempo con loo.
Abbiamo poi cenato presso la pizzeria della cascina dove abbiamo scoperto cos’è l’Ubuntu cola e come mai in cascina si è deciso di non acquistare prodotti come Coca Cola.
Dopo cena abbiamo fatto un cerchio in cui abbiamo ripercorso tutte le attività della settimana e le sfide che ci si erano presentate, e abbiamo chiesto ai ragazzi di appuntarsi su un foglio le sfide che ciascuno di loro aveva affrontato. Abbiamo chiesto loro di firmare col nome del proprio Daimon e abbiamo ritirato i fogli.

Tra le sfide citate dai ragazzi ci sono state: montare una tenda, affrontare un’invasione di formiche, arrampicarsi su un albero, condividere spazi molto piccoli, condividere il bagno, fare poche docce, aiutare in cucina senza saper cucinare, riuscire a legare in poco tempo con persone che non si conoscevano e formare un gruppo.
Al termine del cerchio abbiamo allestito un angolo di bosco con luci e candele e abbiamo svolto un piccolo rito di investitura in cui ogni ragazzo è stato nominato “survivor dell’apocalisse” e ha ricevuto un piccolo regalo simbolico.

L’ultima giornata è stata dedicata allo smontaggio delle tende e al riordino.
Abbiamo conosciuto i bambini che il venerdi frequentano la Scuola in fattoria, che ci hanno spiegato come funziona questa scuola un po’ speciale. un gruppo di ragazzi ha cucinato un ottimo bis di risotti (ortiche e fragole) con alcuni bambini della scuola, mentre un altro gruppo misto si occupava degli animali.

Dopo pranzo abbiamo fatto un ultimo cerchio di condivisione in cui i ragazzi hanno sottolineato come si sia creato un forte senso di gruppo, e come abbiano legato tra loro scoprendo aspetti e risorse di sè e degli altri finora sconosciuti.
L’ultima sfida è stata il rientro a casa, con guasto al treno e cambio forzato. Ma alla fine sono rientrati tutti sani e salvi.

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